La lettera di Piero

Tagliare con decisione tutti i tentacoli con il passato non è solo un obbligo morale ma soprattutto un atto necessario per recuperare fiducia e credibilità nella base…”La lettera di Piero Filotico al commissario Matteo Orfini, mandato dal segretario Renzi a occuparsi della “palude PD romano”, restituisce la speranza che un partito possa ripartire, non dai vertici, ma dalla base…

(dal Blog  un filo rosso, 7 dicembre 2014)

Lettera aperta (e un po’ provocatoria) a Matteo Orfini

Caro Matteo,

anche se non ci conosciamo, sento il dovere di avvertirti che nel caso prendessi l’insana decisione di proseguire nella lettura di questa mia lo farai a tuo rischio e pericolo, perché non ho nessuna intenzione di essere diplomatico e conciliante. E, tanto per farti capire di che pasta sono, mi piace definirmi un vecchio cane sciolto e per mentalità e personalità assai poco incline a legami, salvo che ai miei ideali e ai miei principi.

orfini-matteo
Questa lettera si divide in due parti: cosa non mi convince dell’incarico che ti è stato affidato e di cosa puoi fare per il Pd Roma. Non sono in contraddizione tra loro: se avrai pazienza vedrai perché.
Il disastro della Federazione di Roma del Pd non è un fatto di ieri e dubito che non ne fossi al corrente: tuttavia non mi risulta che tu, esponente romano di spicco, abbia mai fatto nulla per intervenire o suggerire rimedi e pertanto dovrei avere qualche dubbio sul fatto che oggi sia in grado di rimetterlo sui binari. Perdipiù, arrivi come un proconsole dotato di tutti i poteri e lo dimostri subito azzerando Direzione e Assemblea, non rispettando così lo Statuto. Cito un amico autorevole e stimato: “cominciare un’avventura così delicata e importante per il futuro del partito romano infrangendo le regole che ci governano è il modo peggiore è il più dannoso. Si perde credibilità sin dal primo giorno, e si fa un altro passo verso il baratro”.

Quali garanzie puoi dare, peraltro, a un semplice iscritto come me che da anni si mangia il fegato dinanzi alle mille porcherie registrate, note e arcinote, che le amicizie di anni non possano influire sulle tue prossime decisioni? Personalmente, avrei infatti preferito un commissario australiano o eschimese, così, per capirci. Aggiungo infine che, pur salutando positivamente il fatto che Renzi ti abbia dato carta bianca per sanare la situazione perché realmente preoccupato, mi fa pensare la considerazione che non gli dispiaccia per nulla andare a occupare una’area importante dove finora non era rappresentato adeguatamente, cogliendo così due piccioni con una fava (e dove il secondo volatile assomiglia per dimensioni più ad un tacchino).

Insomma, non mi ti presenti bene. Ammetto però con tutta sincerità che forse sono prevenuto perché gli spettacoli e gli scempi cui sono stato costretto ad assistere in questi anni concorrono a farmi sospettare di tutto e di tutti fino a indurmi a pensare ad una metastasi nel partito romano così estesa e irrecuperabile da farmi decidere solo negli ultimi giorni a rinnovare la tessera, tuttavia molto riluttante e forse per l’ultima volta.

Questa era la prima parte. Vengo ora alla seconda. Nel mio inguaribile ottimismo, voglio credere che sia ancora possibile intervenire per rimediare e suggerirti qualche mossa che potrebbe contribuirvi.
La prima considerazione è sui circoli e sugli iscritti. Si impone un severo censimento dei primi: quelli di comodo, quelli personali dei capobastone, vanno eliminati senza esitazioni. Quanto agli attuali iscritti, mi chiedo se non convenga azzerare anche il tesseramento e riaprirlo immediatamente dopo con altre regole: i nuovi vengano accettati solo se presentati da due iscritti con un’anzianità di almeno tre anni e i rinnovi siano subordinati all’approvazione de Direttivo del circolo.

Anche se ti sembrerò ovvio e pedante, ti invito a sceglierti i collaboratori con criteri che non abbiano nulla a che fare con parametri alla moda o di convenienza: meno amici e più giovani nella testa. Non è solo l’età che identifica il ‘nuovo’: occorre drammaticamente una rivoluzione dei principi e nuove prassi che irrobustiscano e facciano evolvere la coerenza. Non ci servono i politici di mestiere, ma i politici per passione e per provata competenza e meno che mai un semplice maquillage: occorre ridare vitalità, motivazione, entusiasmo, consapevolezza. Escludi quindi mogli, mariti, nipoti, cugini, amici di potenti, anche di minor rango, dai ruoli futuri; sospendi i parlamentari collusi e anche quelli sfiorati dagli scandali e lo stesso con chi rivesta una qualsiasi carica. Metti sotto attento esame chi ha osteggiato il sindaco Marino fino a esigerne l’estromissione o chiedeva senza riflettere (o riflettendo troppo) nuove elezioni. Tagliare con decisione tutti i tentacoli con il passato non è solo un obbligo morale ma soprattutto un atto necessario per recuperare fiducia e credibilità nella base.

La quale, posso testimoniarlo in quanto ne faccio orgogliosamente parte, non è né rassegnata né indifferente, pur ferita, amareggiata e delusa da quel che è sotto gli occhi di tutti e da anni di indifferenza del vertice che hanno creato una frattura che sarebbe da illusi non considerare. In sintesi, privilegia finalmente la lealtà molto più che la fedeltà, che come sai può anche essere fittizia, se non comprata. Ascolta la base, i militanti: sono loro le tue antenne sul territorio, i tuoi riferimenti con l’elettorato; consultali regolarmente, segui democraticamente e per quanto possibile quel che viene suggerito o richiesto. E se fosse qualcosa di irrealizzabile spiegane ampiamente i motivi.

Due le parole d’ordine fondamentali: partecipazione e legalità. Della prima ho appena detto. Circa la seconda non credo tu abbia bisogno di suggerimenti: è ormai l’esigenza vitale, l’esiguo diaframma tra la politica e il suo rifiuto, l’assenteismo. La questione morale, come la definì Berlinguer nel 1981, è oramai lo spartiacque tra la sopravvivenza e il futuro. Tutto, ma proprio tutto, del partito dev’essere reso pubblico: dal disastroso bilancio alle sedute della Direzione.

E quindi l’Assemblea e la Commissione di Garanzia. Spero vivamente (ma non ne ho notizia) che tu abbia azzerato anche quest’ultima, visto che non si è mai scandalizzata più di tanto per quello che è avvenuto sotto i suoi occhi. Mi piace pensare quella nuova composta da tanti Torquemada, ma forse esagero. Però la strada dev’essere quella: più intelligente, ma intransigente. Quanto all’Assemblea, penso ad una funzione provvisoria costituita dai segretari di circolo (al netto di quelli eliminati) accompagnati da due/tre membri del direttivo eletti tra loro stessi, più i Presidenti di Municipio e nessun altro. Diciamo che fatta pulizia nei circoli ne rimangano 120 cui si aggiungano i 240 risultanti dai direttivi e i 15 Presidenti: sono 385 persone fidate e sinceramente dedite al partito con cui lavorare, eleggere la Direzione e la Commissione di garanzia.

Ecco, avrei ancora dell’altro ma rischio di diventare prolisso per cui concludo. Non sono un vecchio saggio, non ho ambizioni di carriera e vorrei solo che il mio partito ritrovasse la sua strada. Quello che vogliono migliaia di militanti come me che credo di interpretare e che non so per quanto ancora siano disposti a tollerare. Ti aspetta un compito duro e difficile, caro Matteo, forse senza appelli.
E quindi, sinceramente in bocca al lupo e buon lavoro.

Piero Filotico

Direttivo del Circolo Pd Ponte Milvio e socio fondatore

p.s. E il pd Lazio? Quando lo commissariamo?

 

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