Prima.

mare-e-cieloDa laica, spesso guardo con speranza a Papa Bergoglio. Perchè è quanto di più vicino al Vangelo da un bel pezzo a questa parte. Ma di fronte a chi si scaglia contro la scelta – immagino dolorosissima – di due genitori di porre fine alle sofferenze di un figlio malato terminale, criticando la legge di uno stato che la consente, provo di nuovo una grande paura per la Chiesa – le chiese – che vogliono impedire alle persone, credenti e non, di decidere per la propria vita e per quella delle persone che amano.

Oggi Papa Francesco ha ricordato tutti i migranti morti nel tentativo di raggiungere luoghi sicuri per se stessi e per i propri familiari. Persone che hanno rischiato e perso la vita per sfuggire a destini ancora peggiori. Persone. Anche bambini piccolissimi.
E vorrei che tutti quei sepolcri imbiancati che oggi alzano il dito contro quei genitori che hanno scelto di lasciar  morire il proprio figlio e contro un paese civile che gliel’ha consentito, prima avessero il coraggio di alzare lo sguardo verso quei paesi dove ragazzi e bambini muoiono ogni giorno. Vorrei che parlassero della fame, della guerra, che non sono ineluttabili come la malattia. Che gridassero e si scandalizzassero per i nostri paesi che prosperano sulla vendita delle armi che ogni giorno ammazzano bambini, donne, uomini.

Prima di dire una sola parola a proposito di quel ragazzo malato.

Prima.

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