Diario: Stop frame, Ostia, 8 novembre 2017

freeze giornalista nemo spada Schermata 2017-11-08 alle 19.59.01

Questo è il video con l’aggressione di Roberto Spada, esponente del clan Spada, all’inviato di Nemo (Rai 2) Daniele Piervincenzi durante un’intervista.

Pochi secondi che dicono molto di più di qualsiasi discorso, analisi, polemica sulla situazione di Ostia. E non solo di Ostia. Perchè si tratta del X Municipio, che fa parte del Comune di Roma, della Capitale d’Italia. Un territorio dove la gente è così rassegnata che, dopo l’arresto (e la condanna in primo grado) del suo Presidente PD coinvolto nel “Mondo di mezzo”, e un lungo periodo di commissariamento, ha deciso, per una schiacciante maggioranza (due terzi), di non andare più a votare.

Va guardato questo video, quella testata in faccia al giornalista, che anche se lo sai ti prende alla sprovvista, ma con quella consapevolezza sgradevole che non stai assistendo a una fiction. Ci facesse un po’ di effetto, a noi che continuiamo il nostro tran tran lamentandoci delle buche e dell’immondizia, che ci scandalizziamo e pontifichiamo, ma in cuor nostro pensiamo che, alla fine, ce la caveremo sempre. Perchè si sopravvive sempre, a Roma, sfruttando i tanti interstizi lasciati da regole e legalità allentate, tolleranze e scorciatoie che fanno da camera di compensazione a una quotidianità intollerabile ma comunque sopportabile. Almeno per chi lavora – ha un lavoro – e vive in case – ha case – mediamente ospitali, in quartieri mediamente centrali e mediamente benestanti, con paure esagerate di cose in cui è difficile imbattersi.

Non è così per sempre più persone, che vivono esistenze in salita di cui è la paura a tracciare i perimetri. Donne e uomini che ogni giorno si avventurano nella vita cercando di stare alla larga dai prepotenti, perchè nessuno garantisce giustizia. E non c’è nessuna telecamera a registrare i soprusi e a restituire la dignità alle vittime.

Dimenticheremo anche questo episodio, come abbiamo già archiviato Mafia capitale nello sterile battibecco è-mafia-non-è-mafia. Lo metteremo nello scaffale dei mali senza rimedio o di quelli a cui non possiamo dare rimedio e di cui quindi ci disinteressiamo. Mentre sta già scivolando dalla memoria la faccia dell’aggressore prima di sferrare la testata.

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