Nuova serie TV “Mollo tutto e cambio vita”. Migranti? No coppie italiane in lidi esotici

Sky manderà in onda la nuova serie “Mollo tutto e cambio vita”. No, non racconta le storie dei migranti che hanno lasciato i loro paesi per la guerra o la fame, in cerca di un futuro migliore per i propri figli, o  per aiutare gli affetti lasciati a casa, trovando un mondo diverso con tante difficoltà. No, racconta questo: “coraggiose scelte di coppie che hanno deciso di ripartire da capo e di rinascere. I lidi esotici, il clima favorevole, la natura, sono molto ispiranti e ti fanno sperare in una migliore qualità della vita. In ogni episodio seguiremo una storia di cambio vita seguendo il protagonista nel corso di alcune giornate con i ritmi del suo quotidiano. Il racconto del protagonista si incrocerà con storie di altri italiani“. Ecco, prima e sempre gli italiani,  anche quando si parla di cambiare drasticamente vita.

Ma esisterà un canale televisivo che avrà il coraggio di mandare in onda  le difficoltà quotidiane, le paure, la fatica degli stranieri che arrivano nel nostro Paese, in luoghi assai poco esotici, e non sotto forma del  reportage giornalistico, inchiesta su rpoblemi sociali,  ma come racconto  di persone di cui si possano condividere gioie e dolori, esattamente come per le “coppie” italiane protagoniste della nuova serie.

Certo le immagini per lanciare la serie sarebbero assai meno accattivanti della gallery sul sito di Sky: niente coppie sulla spiaggia davanti a un mojito, o sotto le palme con sfondo yacht, davanti alla piscina o a cavallo, ma persone chine sotto il sole a raccogliere pomodori, stipate in stanze affittate a caro prezzo,  bastone della vecchaiia dei nostri anziani.

Scelte meno accattivanti, spesso obbligate, ma assai più coraggiose.

Post scriptum: chi scrive conosce bene le leggi dello spettacolo. Il successo – se ci sarà – di queste operazioni risiede nel desiderio degli italianissimi spettatori di cambiare vita e “andare lontano”, come la canzone di Claudio Baglioni.  Però  una TV davvero coraggiosa, che sapesse  raccontare le vite degli altri,  suscitando   emozione e immedesimazione, sarebbe  sicuramente d’aiuto per passare dal “prima gli italiani” al “prima le persone”

Anna Maria Bianchi Missaglia

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