Giovanni Caudo, civico e di sinistra, è già oggetto di attacchi del PD

Solo pochi giorni fa si è festeggiata la riconquista del III Municipio da parte della coalizione di centrosinistra guidata da Giovanni Caudo, professore ed ex assessore all’urbanistica di Ignazio Marino,  ed è  già riapparso il Moloch cinico e spartitorio che da tempo regna sulle scelte politiche del Partito Democratico.

Con un paio di comunicati  ben assestati alcuni esponenti del  PD hanno salutato l’insediamento del Presidente Caudo e della nuova Giunta del  12 luglio, diffondendo urbi et orbi  lamentele e precisazioni minacciose che hanno il  retrogusto del dejavu.

Il primo comunicato, a  firma di una “dirigente romana” e di una “dirigente regionale” del Partito Democratico (1), è una imbarazzante rivendicazione delle pratiche spartitorie che hanno caratterizzato il peggiore PD e contribuito non poco a far scappare buona parte dei suoi  elettori. Il secondo, a firma del Deputato del Partito Democratico Claudio Mancini (2),  se la prende addirittura col fatto che  Caudo abbia  voluto definire  “giunta di sinistra” la sua squadra, mentre a suo dire ” vista la presenza autorevole di esponenti del Partito Democratico di tradizione moderata” avrebbe dovuto utilizzare l’espressione “centrosinistra”. E se mi sembra sinceramente un po’ eccessivo farne addirittura l’oggetto di un comunicato,  verrebbe anche in questo caso da far presente che se il PD avesse fatto meno “politiche moderate” e un po’ più “politiche di sinistra” forse l’emorragia di elettori di sinistra e centrosinistra verso altre forze politiche sarebbe stata meno drammatica.

I due  comunicati meriterebbero – a scelta – una risata  o un moto di indignazione. Ma  penso invece che sia utile entrare nel merito, e fino in fondo,  perchè si tratta di messaggi  e sottotesti molto più pericolosi di quello che sembrano, che rischiano di  inoculare un  contenuto tossico in un organismo appena nato.

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Montanari: Preghiera per rimanere umani

Preghiera per rimanere umani

da https://volerelaluna.it/in-primo-piano/2018/07/01/preghiera-per-rimanere-umani/

La Porta d’Oro di Gerusalemme era quella attraverso cui si manifestava la presenza di Dio: le porte d’oro di Giovanni de Gara invocano la nostra umanità, la interpellano senza sosta perché torni a manifestarsi.
Questa venerabile Basilica, vecchia di mille anni, è la “porta del Cielo”: così dice una iscrizione che accompagna la sua porta santa.
Se questa iscrizione oggi torna a parlarci è perché Giovanni ha rivestito quella porta con il calore che gli straordinari volontari delle ONG offrono ai corpi di chi non ha più che il proprio corpo.

Ebbene, di fronte a queste porte d’oro – di fronte a quei corpi – io non vorrei fare lo storico dell’arte.
Non voglio avere alcun distacco, alcun giudizio critico.
Voglio prenderla sul serio, questa arte.

Perché quando vengono scosse le fondamenta stesse della nostra umanità, è allora che l’arte ci viene in soccorso.
Perché l’arte dice cose e, apre porte, che nessuna parola, nessun concetto, nessuna idea astratta è capace di aprire.

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Padre Zanotelli: rompiamo il silenzio sull’Africa

Appello di padre Alex Zanotelli* ai giornalisti italiani:

«Rompiamo il silenzio sull’Africa.
Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli africani stanno vivendo

Scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate, ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo, come missionario e giornalista, uso la penna per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani, come in quelli di tutto il modo del resto.

Trovo infatti la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale.

So che i mass-media , purtroppo, sono nelle mani dei potenti gruppi economico-finanziari, per cui ognuno di voi ha ben poche possibilità di scrivere quello che veramente sta accadendo in Africa.

Mi appello a voi giornalisti/e perché abbiate il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa.

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Gilioli: l’Europa muore e se lo merita tutto

da Piovonorane 29 giugno 2018

L’Europa muore e se lo merita tutto

Orrendo, grottesco, cieco, irresponsabile, meschino: trovatelo voi l’aggettivo più adatto a definire il comportamento dell’Europa verso l’Africa, in questi giorni.

E parlo dell’Europa tutta, non solo del nostro ridicolo Conte (che peraltro segue la strada di Minniti): parlo dei supponenti Macron e Merkel, dei fascistoidi di Visegrad, degli eleganti nordici.

Parlo dell’Europa tutta che non si occupa di Africa ma di rifiutarne i migranti, che frigna per l’effetto fregandosene della causa, che si rimpalla al suo interno esseri umani – prendili tu, no prendili tu! – con lo stesso cinismo con cui cent’anni fa si spartiva la loro terra – la prendo io, no la prendo io! – e come ancora adesso se ne spartisce le risorse naturali, i contratti, le dighe, l’import di armi, i giacimenti, gli appalti – li prendo io, no li prendo io!

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Bonadonna: la fine dello stato delle Coop, la grande migrazione e la paura.

Fb Salvini agosto 2017

di Federico Bonadonna

(post su fb 27 giugno 2018)

15 anni fa un amico si è trasferito prima in Umbria e poi in Toscana. Un amico che ha votato Pci poi Pds quindi Sel e oggi Lega. A fargli cambiare idea, lentamente ma inesorabilmente, sono stati tre elementi: la gestione della cosa pubblica in queste regioni rosse che lui ha ribattezzato “lo stato delle Coop”; la difesa a oltranza dell’euro e la (mala) gestione dell’accoglienza degli stranieri. Su quest’ultimo punto, l’amico ha rischiato di impazzire. “Tu fai presente che in alcuni quartieri la criminalità dilaga per colpa degli stranieri e quelli ti rispondono che i reati sono in calo. E se dici che ci sono solo meno denunce perché la gente non ha più fiducia nelle istituzioni, ti dicono che sei un razzista”.
Sulla sfiducia nelle istituzioni bisognerebbe aprire un ragionamento: magari si troverebbe qualche risposta al proliferare dei no-vax e delle posizioni antiscientifiche dilaganti.
Il mio amico non è il solo che, con un passato di elettore o militante del PCI, in questi ultimi 15 anni è passato alla Lega.

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E’ ancora peggio. Bisogna tornare

Dal film “I figli degli uomini”

Un film del 2006, I figli degli uomini, racconta un futuro prossimo venturo in cui l’umanità si avvia all’estinzione perchè le donne non rimangono più incinte. Un mondo fosco e dolente, dove le disuguaglianze sono ormai talmente estreme, che le strade attraversate dai protagonisti sono punteggiate di gabbie in cui sono rinchiusi i migranti irregolari.

La fantascienza è diventata realtà. Anzi, è ancora peggio. Nelle gabbie il  presidente degli Stati Uniti ha chiuso dei bambini, togliendoli ai loro genitori.

E in Italia il suo emulo Salvini è riuscito ad arrivare in cima ai posti di comando per  piantare la bandiera dell’intolleranza, della paura, dell’odio, del razzismo. Moltiplicati  ogni giorno su centinaia di telegiornali, social, giornali, fino a diventare normali.

Normale  promettere  un censimento  per individuare gli italiani di origine rom,  in un terrificante remake delle leggi razziali. Normale dire “purtroppo sono italiani e dobbiamo tenerceli”. Normale dire prima gli italiani.

Normale parlare di  pacchia che deve finire, per le migliaia di persone disperate che arrivano nei nostri paesi con i segni degli strupri e delle torture,  che rischiano di morire annegate o di veder morire annegati i propri figli, che fanno lavori pesanti per pochi euro, che  vivono in condizioni disumane.

Bisogna dire basta. Prima che sia troppo tardi.

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Gilioli: Bozza di parole per dirlo

(dal Blog Piovonorane – L’Espresso 15 giugno 2018)

Capire quello che è successo e sta succedendo in Italia è complesso ma non è complicato. Intendo dire: la situazione in cui ci troviamo è frutto di molte concause, ma non è poi difficile provare a vedere quali sono e come si sono intrecciate. Tra l’altro alcune di esse sono comuni ad altri Paesi dell’Occidente.

Proviamo quindi a dipanare la matassa attraverso alcune parole (sì, lo so che ne mancano molte altre: questa è solo una bozza, un’ossatura assai parziale a cui aggiungere se volete le vostre, di parole) .

Paura.
La prima parola è questa e mi scuso della scarsa originalità. I mutamenti veloci degli ultimi anni – tecnologici e quindi economici, strutturali e quindi sociali – hanno generato paura. Paura per il proprio presente e per il proprio futuro. Paura di perdere quel relativo benessere, quella relativa sicurezza e quel relativo welfare che avevano costituito le fondamenta del nostro vivere insieme per più di mezzo secolo. Paura che da un po’ le cose stiano andando sempre verso il peggio e ancora peggio andranno. Paura di perdere quello che si era conquistato, spesso con fatica. Paura per la propria vecchiaia e per i propri figli. Paura per l’incertezza, cioè il sentirsi dispersi e abbandonati in mezzo alle onde, alle correnti che arrivano da chissà dove e che non si riescono più a governare. Non sapere nemmeno più chi si è, trascinati qua e là da questi marosi. Quindi perdita di identità e disperato tentativo di ritrovarla da qualche parte. Infine, la sensazione altrettanto paurosa che non ci sia più un rapporto tra il proprio impegno (i propri sforzi, i propri studi, il proprio lavoro) e gli effetti, i risultati per noi. La paura crea rabbia reciproca e un gigantesco “si salvi chi può”: tra individui, tra categorie, tra Stati. E in condizione di paura, il penultimo attacca l’ultimo, sempre.

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Le 5 stelle che si sono spente (anche se ancora brillano nel cielo)

Ci sono stelle che ancora vediamo luccicare perchè sono lontane anni luce dalla Terra, anche se sono diventate buchi neri da un pezzo. Così accade a tanti partiti, che continuano ad affollare talk show e inaugurazioni, ma che sono già stati abbandonati da buona parte del loro elettorato. Così il MoVimento Cinque Stelle, che in poche settimane potrebbe aver dilapidato i suoi consensi, anche se ancora non si vede.
Con la mossa di fare il Governo con Salvini, è riuscito in un colpo solo a perdere i suoi elettori di sinistra e a regalare alla Lega quelli di destra.
E appena insediato, Salvini è diventato il protagonista assoluto di questa sciagurata stagione, con una terrificante escalation che fa leva  sulla parte peggiore di tanti sciagurati italiani. Mentre l’inesperto Di Maio, leader costruito in laboratorio dalla Casaleggio associati, appare ogni giorno più scolorito, anche perchè non può tenergli testa.

Montanari: Tre destre, senza opposizione. Rassegnarsi non è possibile

Tre destre, senza opposizione. Rassegnarsi non è possibile

(da Huffington post)

Tomaso Montanari

Il discorso pubblico di queste ultime ore – almeno quello mainstream: in televisione, sui giornali, sulla rete ­– restituisce con impietosa fedeltà l’immagine di un’Italia con tre destre.

Quella della Lega: la destra xenofoba, razzista, con importanti venature fasciste che ha in pugno il governo del Paese.

La destra di fatto: il Movimento 5 Stelle, che ha deciso di rinnegare il mantra per cui non era “né di destra né di sinistra” portando al governo la Lega, e qui praticando la genuflessione invece dell’attrito. Perché la chiusura dei porti disposta dal ministro Danilo Toninelli, nel silenzio vergognoso della cosiddetta sinistra interna, non lascia spazi di manovra retorica: di destra è chi la destra fa. Punto.

Infine, la destra per convenienza: il Partito Democratico. Che prima ha aumentato a dismisura diseguaglianza e ingiustizia sociale, poi si è identificato come il partito della “ristretta cerchia dei salvati” (Franco Marcoaldi) e ha praticato schiette misure da destra securitaria.

La prima conseguenza è che non c’è, oggi, una opposizione moralmente, culturalmente e politicamente credibile.

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Elezioni Municipi: in testa il centrosinistra, terzo M5S. Al ballottaggio Caudo e Bova al terzo

ballottaggio mosaico III muniipioPrimo responso delle urne alle elezioni municipali del 10 giugno 2018, i candidati civici usciti dalle primarie del centrosinistra sono arrivati primi : Amedeo Ciaccheri, all’VIII, raggiunge più del 54% già alla prima votazione, e conquista il Municipio. Giovanni Caudo, al III, ottiene il 42%, ma dovrà affrontare al ballottaggio il candidato del centrodestra Bova, che ha raccolto il 33%. In entrambi i Municipi i candidati Cinquestelle arrivano terzi: Roberta Capoccioni, la ex Presidente di Montesacro, non raggiunge il 20%, mentre candidato alla Garbatella Enrico Lupardini si ferma addirittura al 13%, superato dal candidato del centrodestra Foglio, che raccoglie circa il 25%.

Consistente l’astensione in entrambi i Municipi. Dei 300 mila cittadini chiamati al voto si è espresso solo il 30 per cento degli aventi diritto, 78.511 persone su 289.912. Nel municipio III ha votato il 26,49% dei cittadini, nell’VIII il 27,94%. Una notevole flessione rispetto alle elezioni comunali del 2016 ( allora abbinate alle elezioni municipali): al III, al primo turno aveva votato il 59,76%, all’VIII 57,46.

Si registra una notevole perdita di consensi del M5S rispetto alle precedenti consultazioni.

A Montesacro – roccaforte M5S della ex parlamentare e consigliera regionale Lombardi e del presidente dell’Assemblea capitolina De Vito – nel 2016 la Sindaca Raggi aveva conquistato 34.ooo voti alle comunali (57.300 al ballottaggio), mentre la ex Presidente e ricandidata al Municipio Roberta Capoccioni aveva raggiunto 53.931 (62,9%) preferenze al ballottaggio contro Paolo Marchionne (PD) che si era fermato a 31.815 (37,10 %) partendo da un primo turno al 5 giugno 2016 in cui i voti ottenuti erano rispettivamente 25.669 (26,78%) per la candidata pentastellata e 28.169 (29,39%) per il candidato del Partito Democratico.

Ieri l’ex assessore all’Urbanistica di Ignazio Marino ha conquistato 18.917 voti (42,06%) con uno scarto di quasi 800 voti in più sul totale dei voti alle liste a sostegno, mentre la ex Presidente M5S incassa 8.628 voti (19,18%), circa 200 voti in più rispetto alla lista (8.437): anche considerando la scarsa affluenza, sono 17.000 votanti M5S che mancano all’appello rispetto al 2016. Flessione anche sul fronte del centrosinistra, tenendo conto che oggi si tratta di una candidatitura e di una lista civica, diversa dalla somma dei partiti che la sostengono, che oltretutto nel 2016 erano divisi, dato che la lista Fassina/Sinistra Italiana correva da sola (ottenendo 5.639 voti, 5,88 %)

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