Migranti a Capalbio- cronologia materiali normativi

 

MINISTERO DELL’INTERNO  Direttive diramate dal Ministero dell’Interno per fronteggiare lo straordinario afflusso di cittadini stranieri e in particolare le Circolari del Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione con le quali è stato previsto, tra l’altro, al fine di “trovare soluzioni per una civile accoglienza ai gruppi di migranti e richiedenti asilo” il ricorso “anche a forme di contrattazione diretta, per un tempo limitato, nelle more della predisposizione degli atti di gara necessari”:

  • direttiva n. 3743 del 13.04.2015 scarica
  • direttiva n. 4678 del 04.05.2015 scarica
  • circolare n 1175 del 26.01.2016 (che pone l’accento sulla necessità che le Prefetture continuino ad esplorare tutte le nuove opportunità offerte dai rispettivi territori che appaiano idonee a rafforzare il sistema di accoglienza)

    Decreto Legislativo 18 agosto 2015, n. 142 l’art. 11, comma 2, del ;
    Decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50;

    PREFETTURA GROSSETO: avviso pubblico n. 51816 del 15 dicembre 2015 PER ,procedura di gara contrassegnata dal codice C.I.G: 6515255E7F

    scaricaprefettura grosseto Prot_51816_2015 – Avviso gara accoglienza richiedenti asilo

    PREFETTURA GROSSETO avviso per l’acquisizione di manifestazioni di interesse per reperire ulteriori posti di accoglienza immediatamente disponibili
    Iin data 17 febbraio 2016

  • Prot_8183_17_02_2016_-_Avviso_pubblico_accoglienza_urgenza_2016.pdf (147.044 bytes)
  • Prot_8183_17_02_2016_-_Avviso_pubblico_accoglienza_urgenza_2016.pdf Compresso con Zip (134.155 bytes)
  • MINISTERO DELL’INTERNO Note  n. 3148 del 12 aprile 2016 e n. 4301 del 17 maggio 2016 con le quali il Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà Civili e L’immigrazione, in relazione al prevedibile incremento degli sbarchi, ha assegnato alla Regione Toscana ulteriori quote per l’accoglienza di richiedenti asilo e protezione internazionale e richiesto una prioritaria ricognizione di possibili strutture da destinare all’accoglienza;

    MINISTERO DELL’INTERNO Nota n. 4654 del 27 maggio 2016 con la quale – tra l’altro – è stata disposta un’assegnazione straordinaria di 70 unità di richiedenti asilo per ogni provincia e che pertanto, al fine di far fronte alle continue e giornaliere assegnazioni, è urgente e indifferibile il reperimento di nuove strutture da adibire a Centri di Accoglienza Straordinari;

MINISTERO DELL’INTERNO Circolare prot. 5816 del 1° luglio 2016 che, a seguito del flusso ininterrotto di arrivi di migranti che da giorni si registra sul territorio italiano, ha disposto l’invio di ulteriori ingenti quote di richiedenti asilo alle Prefetture (Le  disponibilità reperite con la predetta manifestazione di interesse del 17 febbraio 2016 erano esaurite e  anche i posti  reperibili attraverso la procedura di gara in fase di ultimazione, sono  inferiori alle necessità di posti di accoglienza prospettate dal Ministero dell’Interno )

PREFETTURA GROSSETO 5 Luglio 2016  Avviso esplorativo per la ricerca di manifestazione di interesse per reperire in via di urgenza ulteriori posti di accoglienza in favore di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale (rif. all. ix del d.lgs 50/2016)

Norme per profughi, rifugiati politici e migranti

RICHIEDENTI ASILO

(DA http://www.sprar.it/index.php?option=com_content&view=article&id=132:protezione-internazionale&catid=87:attivita-servizi-e-beneficiari&Itemid=569

Chi è il richiedente protezione internazionale (richiedente asilo)

Richiedente protezione internazionale è la persona che, fuori dal proprio Paese d’origine, presenta in un altro Stato domanda per il riconoscimento della protezione internazionale. Il richiedente rimane tale, finché le autorità competenti (in Italia le Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale) non decidono in merito alla stessa domanda di protezione.

RIFUGIATI POLITICI

http://www.prefettura.it/grosseto/contenuti/44133.htm

Riconoscimento dello status di “rifugiato”
Il riconoscimento può essere richiesto solo da coloro che, nel Paese di provenienza, hanno subito persecuzioni dirette e personali per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le proprie opinioni politiche ovvero hanno fondato e ragionevole timore di subire tali persecuzioni nel caso in cui vi facciano ritorno.
Istanza per contributo prima assistenza
Coloro i quali abbiano ottenuto il riconoscimento dello status di “rifugiato politico” con decisione della “Commissione Nazionale o Territoriale per il diritto di asilo” possono ottenere le seguenti tipologie di contributo di prima assistenza: sostentamento proprio e dei propri familiari, salute e cure mediche; sostegno allo studio; integrazione all’attività lavorativa.
Il titolo di contributo cessa il giorno in cui viene comunicata al richiedente la deliberazione sulla sua domanda di riconoscimento dello status di rifugiato politico.
Chi può fare la richiesta
I soli richiedenti il riconoscimento lo status di rifugiato che hanno diritto all’accoglienza e per i quali non è stato individuato un posto in accoglienza nei centri del sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati finanziati dal Fondo Nazionale per le Politiche e i Servizi dell’Asilo ovvero nei centri governativi.
La valutazione dell’insufficienza dei mezzi di sussistenza è effettuata dalla Prefettura-UTG.
Cosa fare
Domanda di contributo in carta semplice, con allegata copia del permesso di soggiorno, deve essere presentata all’ufficio stranieri della Questura in cui è stata presentata la domanda di asilo (o in quella territorialmente competente). La Questura la trasmette alla Prefettura-UTG.
Normativa di riferimento
  • decreto legge 28 novembre 2005, n. 140
  • decreto Ministero Interno n. 237 del 24.07.1990;
  • decreto Ministero Interno n. 284 del 24.06.1998;
  • decreto legge n. 416 del 30.12.89, convertito con modificazioni dalla legge n.39 del 28.2.1990;
  • legge 30 luglio 2002, n. 189 (art. 31-32) recante modifiche alla normativa in materia di immigrazione e di asilo;
  • D.P.R. 16 settembre 2004, n. 303 recante regolamento relativo alle procedure per il riconoscimento dello status di rifugiato
    Ultima modifica il 13/10/2008 alle 09:53

PROFUGHI

Chi può fare la richiesta
I cittadini italiani e i loro familiari a carico, possono presentare domanda per ottenere il riconoscimento della qualifica di profugo ove in possesso dei presupposti previsti dall’art. 2 della legge 26 dicembre 1981, n. 763
Presupposti della qualifica di profugo:
  1. Sono considerati profughi della Libia, Eritrea, Etiopia, Somalia i cittadini italiani, già residenti prima del 10 febbraio 1947 nei predetti territori, che:
    • siano rimpatriati per motivi inerenti allo stato di guerra;
    • trovandosi in Italia, siano stati nella impossibilità di fare ritorno alla propria residenza per motivi inerenti allo stato di guerra od in conseguenza di situazioni causate dalla guerra od di avvenimenti politici determinatisi in quei territori;
    • siano rimpatriati successivamente allo stato di guerra o in conseguenza di situazioni determinatesi in quei territori in dipendenza della guerra o di avvenimenti politici.
  2. sono considerati profughi dai territori sui quali è cessata la sovranità dello Stato italiano i cittadini italiani, residenti prima del 10 febbraio 1947 nei territori dai quali siano stati costretti ad allontanarsi o nei quali non abbiano potuto fare ritorno, in conseguenza di avvenimenti di carattere bellico o politico. Sono considerati profughi anche i cittadini italiani sopra indicati che si siano trasferiti o trattenuti in territori sui quali la sovranità dello stato italiana sia stata ripristinata prima dell’entrata in vigore della legge 763/81.
  3. sono considerati profughi dai territori esteri in seguito agli eventi bellici i cittadini italiani che siano rimpatriati dall’estero in dipendenza della guerra o non abbiano potuto fare ritorno alla loro residenza per cause comunque determinate da avvenimenti di carattere bellico o politico.
  4. sono considerati profughi da territori esteri rimpatriati per stato di necessità al rimpatrio , i cittadini italiani che siano rimpatriati dai paesi esteri o trovandosi in italia non possano farvi ritorno, a causa di situazioni di carattere eccezionale ivi determinatesi e riconosciute con formale provvedimento dichiarativo dello stato di necessità al rimpatrio.
  5. sono considerati profughi i figli di profughi nati nei territori di provenienza o nati in Italia entro trecento giorni dalla partenza definitiva della madre dal paese di provenienza, purché profugo sia il genitore esercente la patria potestà.
Il riconoscimento tardivo “ora per allora” può essere richiesto da coloro che, all’epoca del rimpatrio, si trovavano nelle condizioni di fatto per ottenere la qualifica in quanto assistiti come profughi ovvero da coloro che erano minori di età e non sono stati inseriti nel decreto di concessione della qualifica rilasciato ai genitori.
Possono altresì presentare domanda di riconoscimento della qualifica di profugo i cittadini italiani e i familiari a loro carico, residenti in qualsiasi paese estero, rimpatriati a seguito dell’esistenza dello stato di necessità al rimpatrio, dichiarato con decreto del Ministro degli Affari Esteri di concerto con i Ministri dell’Interno e dell’Economia e Finanze.
Cosa fare
Domanda, in carta libera, indirizzata alla Prefettura-U.T.G. nella cui circoscrizione è avvenuto il rimpatrio o a quella del luogo dove l’interessato dichiara di stabilire la propria residenza.
Documentazione richiesta
  1. Domanda, in carta semplice
  2. Attestato di rimpatrio rilasciato dalle Autorità diplomatiche italiane dello Stato di provenienza (autocertificabile con dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà)
  3. Attestato di bisogno rilasciato dalle Autorità diplomatiche italiane dello Stato di provenienza (autocertificabile con dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà)
  4. Dichiarazione sostitutiva di certificazione, sottoscritta dall’interessato, attestante il luogo e la decorrenza dell’attuale residenza in Italia e lo stato di famiglia ovvero la relativa certificazione
2) INDENNITA’ DI SISTEMAZIONE E CONTRIBUTO ALLOGGIATIVO
Ai profughi che versano in uno stato di bisogno, espressamente dichiarato dall’autorità consolare o diplomatica italiana per le condizioni economiche dell’interessato nel paese di provenienza e accertato dal Ministero dell’Interno per le condizioni economiche dell’interessato nel territorio della Repubblica, spetta un’indennità di sistemazione e gli ulteriori benefici previsti dalla norma.
I benefici possono essere concessi ai profughi che all’atto del rimpatrio autocertificano, sotto la propria responsabilità, di versare in stato di bisogno.

 

Chi può fare la richiesta

 

Coloro i quali hanno ottenuto il decreto di riconoscimento della qualifica di profugo

 

Cosa fare

 

Domanda, in carta libera, indirizzata alla Prefettura-U.T.G. nella cui circoscrizione è avvenuto il rimpatrio o a quella del luogo dove l’interessato dichiara di stabilire la propria residenza.
L’indennità non è dovuta nel caso in cui la residenza in Italia sia stata stabilita da oltre sei mesi dalla data di partenza dal paese di provenienza.
L’indennità di sistemazione e il contributo straordinario pro-capite giornaliero è concesso per un periodo massimo di sei mesi.
Nelle more della erogazione dell’indennità di sistemazione o del contributo straordinario, il Ministero dell’interno cura la prima sistemazione dei profughi sprovvisti dei mezzi di sostentamento.

 

Documentazione richiesta

 

  1. Domanda, in carta semplice
  2. Attestato di rimpatrio rilasciato dalle Autorità diplomatiche italiane dello Stato di provenienza
  3. Attestato di bisogno rilasciato dalle Autorità diplomatiche italiane dello Stato di provenienza
  4. Dichiarazione sostitutiva di certificazione, sottoscritta dall’interessato, attestante il luogo dell’attuale residenza in Italia ovvero la relativa certificazione
Riferimenti normativi
  • Circ. P.C.M. Dica 2428/terza/19.10.6.1 del 15.3.2002
  • Legge 15 ottobre 1991 n. 344
  • Legge 26 dicembre 1981, n. 763
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