Dignità e uguaglianza. Per ricordare Stefano Rodotà

Stefano Rodotà a Palazzo Geremia a Trento per il Festival dell’Economia 2007 Foto da Wikiquote

Voglio ricordare Stefano Rodotà, che non rimpiangerò mai abbastanza come mancato Presidente della Repubblica Italiana. Nel mio “sliding doors” personale, so che con lui le cose sarebbero andate molto diversamente.

Ho scelto, tra i tanti che condivido, il ricordo di Alessandro Coppola.

«Basta con questa storia che non c’è più distinzione tra destra e sinistra! La distinzione c’è eccome, per me al centro della politica ci sono la dignità, l’uguaglianza, i diritti, la ridistribuzione delle risorse. Non è sinistra, questa?»

Stefano Rodotà

Cose che ho imparato da Stefano Rodotà (Alessandro Coppola):
– che i diritti definiscono l’orizzonte del dicibile e del possibile, più spostiamo in avanti la frontiera dei diritti e più siamo in grado di perseguire i nostri progetti di vita articolando collettivamente l’immagine di una società diversa da quella che conosciamo;
– che la forza rivoluzionaria della politica dei diritti é che non finiscono mai: i diritti si articolano e riarticolano con le trasformazioni sociali, culturali e tecniche della società e che resistere all’espansione dei diritti equivale a impedire la trasformazione, anzi quello che potremmo definire il “progresso” della società;

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Dedico il mio 8 marzo a REYHANEH JABBARI

Reyhaneh Jabbari

Dedico il mio 8 marzo a Reyhaneh Jabbari, 26 anni, impiccata in Iran nel 2014 per essersi difesa da un tentativo di stupro uccidendo il suo aggressore. avrebbe pouto ritrattare e avere il perdono della famiglia dell’uomo, avere salva la vita. ha preferito morire per difendere la verità e la sua dignità. e la dignità di tutte le donne. E noi sepolcri imbiancati abbiamo ricevuto il presidente iraniano coprendo le statue che riproducevano nudi femminili e neanche una parola su Reyhaneh… https://it.wikipedia.org/wiki/Reyhaneh_Jabbari