Gilioli: Meditiamo che questo è

 Meditiamo che questo è (dal Blog di Alessandro Gilioli Piovono Rane – L’Espresso 7 settembre 2017)

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Possiamo tranquillamente infischiarcene di quello che ci dice Medici Senza Frontiere sulle condizioni dei campi di prigionia in cui sono detenuti i migranti che cercavano di raggiungere l’Europa: «Ammassati in stanze buie e sudicie, prive di ventilazione, costretti a vivere una sopra l’altro. Gli uomini costretti a correre nudi nel cortile finché collassano esausti. Le donne violentate e poi obbligate a chiamare le proprie famiglie e chiedere soldi per essere liberate. Tutte le persone che abbiamo incontrato avevano le lacrime agli occhi».

 

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Diario: Rifugiati

Meno male che gli abitanti della Florida che scappano verso nord da un’emergenza climatica fanno parte della stessa federazione di Stati. Perché se avessero dovuto cercare rifugio in un paese di nazionalità diversa, capace che mettevano dei check point sul confine per verificare chi effettivamente avesse diritto di essere accolto perché viveva nelle strade a rischio e chi invece un po’ più in là e quindi un irregolare da respingere. O magari schieravano direttamente l’esercito per impedire “l’invasione”…o forse no, perché gli abitanti della Florida sono comunque persone come noi, mediamente benestanti (rispetto al resto del mondo). Gli “invasori” sono sempre i poveri…

Nessuno può dire di non sapere

“Immigrants” by Alireza Pakdel, Iranian artist.

Pubblico in questo spazio pensieri e materiali di riflessione sull’ “emergenza umanitaria” in atto nel nostro Paese, dove un bel po’ di gente, a partire dai nostri governanti, pensa che impedire a uomini, donne e bambini in fuga da guerre, torture e stenti, valga qualsiasi prezzo. Anche consegnarli a sicuri aguzzini. Anche condannarli a morire.  Anche  perdere quel poco che ci resta di umanità.

Meditiamo che questo è (dal Blog di Alessandro Gilioli Piovono Rane – L’Espresso 7 settembre 2017)

Possiamo tranquillamente infischiarcene di quello che ci dice Medici Senza Frontiere sulle condizioni dei campi di prigionia in cui sono detenuti i migranti che cercavano di raggiungere l’Europa: «Ammassati in stanze buie e sudicie, prive di ventilazione, costretti a vivere una sopra l’altro. Gli uomini costretti a correre nudi nel cortile finché collassano esausti. Le donne violentate e poi obbligate a chiamare le proprie famiglie e chiedere soldi per essere liberate. Tutte le persone che abbiamo incontrato avevano le lacrime agli occhi». (> leggi tutto)

Io temo la «democrazia» di Marco Minniti

di Guido Viale
«”Aiutiamoli (a crepare) a casa loro”: perfetta unità sulla questione profughi e migranti delle tre forze che si contendono il controllo politico del paese, Pd, destra e 5stelle». guidoviale.it blog, 5 settembre 2017

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Diario: Salvineide

Questa è solo una carrellata di post dalla pagina Facebook di Matteo Salvini in questi giorni di agosto. Sono più significativi di tanti discorsi. A partire dall’orribile paragone tra il piccolo Aylan, il bimbo curdo morto sulla spiaggia e Julian, il bimbo inglese ucciso dai terroristi a Barcellona, che Salvini ha  rilanciato da un  articolo  di Il Giornale.it. Il post   è stato condiviso 14.366 volte. Quattordicimilatrecentosessantasei persone  che  hanno pensato che fosse normale, di fronte a una tragedia del genere, non provare compassione per i due bambini, ma prendersela con i “buonisti” che non applicano lo stesso trattamento mediatico  a due piccoli morti di nazionalità diversa.  Come se fossero vittime di due fronti opposti  del conflitto. Ma come osserva  Simona Moscarelli dell’OIM, si tratta di due vittime della stessa guerra, bimbi uccisi dalla stessa mano. Anche Aylan era in fuga dall’ISIS. Non facciamoci convincere che esista un NOI e un LORO. Potrei inondare le bacheche degli amici con foto di bimbi affogati, lasciati a morire nel deserto o vittime di attentati terroristici non coperti da nessuna testata. Siamo arrabbiati, siamo spaventati ma dobbiamo restare lucidi. Il sonno della ragione genera mostri e il passo da qui a Charlottesville è molto più breve di quello che si pensi”.

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Codice Minniti. L’emergenza umanitaria non sono i migranti. Siamo noi.

“Immigrants” by Alireza Pakdel, Iranian artist.

Voglio conservare queste risposte al Codice Minniti e ai  discorsi che siamo costretti a sentire. Sono scritte da persone diverse, persone che raccontano  quello che provo e che mi fanno sentire meno sola  di fronte a questo disastro. Un’emergenza umanitaria, non per i migranti in pericolo nel mare, ma per noi, massa  di sciagurati indifferenti. (interventi di Guido Viale, Roberto Saviano, Marco Revelli, Tomaso Montanari) (AMBM)

Ricorda, non sei straniero sei solo povero.
Se fossi ricco non saresti straniero in nessun luogo.(MamAfrica)

Guido Viale – da il Manifesto  6 agosto 2017

Ong, in difesa dei giusti

Migranti. A chi cerca di sottrarre i profughi a un destino di sofferenza e morte andrebbe riconosciuto il titolo di “Giusti”. Invece vengono trattati come criminali, sempre più spesso con un linguaggio che tratta le persone salvate e da salvare come ingombri, intrusi, parassiti e invasori da buttare a mare

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