Per una politica dei cittadini

intervento di Anna Maria Bianchi all’Assemblea annuale della rete di carteinregola, 30 novembre 2017

ROMA, UNA CITTA’ IN DECOMPOSIZIONE  E UNA NUOVA POLITICA DEI CITTADINI

di Anna Maria Bianchi

Roma è, a oggi, una città in decomposizione. Letteralmente.

Roma è terra di mafie. A Ostia, che è un consistente pezzo della Capitale,  alla luce del sole. Nel resto della città nei tanti  gangli vitali,  occupati  anche con attività apparentemente lecite. E’ tutto  nel rapporto Mafie nel Lazio, l’ha raccontato qualche settiamana fa il Procuratore Giuseppe Pignatone.

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Diario: Stop frame, Ostia, 8 novembre 2017

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Questo è il video con l’aggressione di Roberto Spada, esponente del clan Spada, all’inviato di Nemo (Rai 2) Daniele Piervincenzi durante un’intervista.

Pochi secondi che dicono molto di più di qualsiasi discorso, analisi, polemica sulla situazione di Ostia. E non solo di Ostia. Perchè si tratta del X Municipio, che fa parte del Comune di Roma, della Capitale d’Italia. Un territorio dove la gente è così rassegnata che, dopo l’arresto (e la condanna in primo grado) del suo Presidente PD coinvolto nel “Mondo di mezzo”, e un lungo periodo di commissariamento, ha deciso, per una schiacciante maggioranza (due terzi), di non andare più a votare.

Va guardato questo video, quella testata in faccia al giornalista, che anche se lo sai ti prende alla sprovvista, ma con quella consapevolezza sgradevole che non stai assistendo a una fiction. Ci facesse un po’ di effetto, a noi che continuiamo il nostro tran tran lamentandoci delle buche e dell’immondizia, che ci scandalizziamo e pontifichiamo, ma in cuor nostro pensiamo che, alla fine, ce la caveremo sempre. Perchè si sopravvive sempre, a Roma, sfruttando i tanti interstizi lasciati da regole e legalità allentate, tolleranze e scorciatoie che fanno da camera di compensazione a una quotidianità intollerabile ma comunque sopportabile. Almeno per chi lavora – ha un lavoro – e vive in case – ha case – mediamente ospitali, in quartieri mediamente centrali e mediamente benestanti, con paure esagerate di cose in cui è difficile imbattersi.

Non è così per sempre più persone, che vivono esistenze in salita di cui è la paura a tracciare i perimetri. Donne e uomini che ogni giorno si avventurano nella vita cercando di stare alla larga dai prepotenti, perchè nessuno garantisce giustizia. E non c’è nessuna telecamera a registrare i soprusi e a restituire la dignità alle vittime.

Dimenticheremo anche questo episodio, come abbiamo già archiviato Mafia capitale nello sterile battibecco è-mafia-non-è-mafia. Lo metteremo nello scaffale dei mali senza rimedio o di quelli a cui non possiamo dare rimedio e di cui quindi ci disinteressiamo. Mentre sta già scivolando dalla memoria la faccia dell’aggressore prima di sferrare la testata.

Uno Stadio dell’altro mondo

coppa bn profiliIl progetto del Nuovo Stadio di Tor di Valle, come già le Olimpiadi Roma2024, in questi giorni monopolizza il dibattito perfino più del gossip sulla Sindaca e delle vicende giudiziarie. Si fronteggiano molti interessi e due passioni: quella per la propria squadra dei romani romanisti e quella di tanti cittadini e comitati che in quei tre grattacieli che irromperebbero nello skyline della Capitale vedono l’ennesima resa della città al potere del cemento. Eppure meriterebbe per un momento cambiare lo sguardo sulla vicenda , come in quei disegni in bianco e nero dove lo sfondo rivela altre figure.

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La lettera di Piero

Tagliare con decisione tutti i tentacoli con il passato non è solo un obbligo morale ma soprattutto un atto necessario per recuperare fiducia e credibilità nella base…”La lettera di Piero Filotico al commissario Matteo Orfini, mandato dal segretario Renzi a occuparsi della “palude PD romano”, restituisce la speranza che un partito possa ripartire, non dai vertici, ma dalla base…

(dal Blog  un filo rosso, 7 dicembre 2014)

Lettera aperta (e un po’ provocatoria) a Matteo Orfini

Caro Matteo,

anche se non ci conosciamo, sento il dovere di avvertirti che nel caso prendessi l’insana decisione di proseguire nella lettura di questa mia lo farai a tuo rischio e pericolo, perché non ho nessuna intenzione di essere diplomatico e conciliante. E, tanto per farti capire di che pasta sono, mi piace definirmi un vecchio cane sciolto e per mentalità e personalità assai poco incline a legami, salvo che ai miei ideali e ai miei principi.

orfini-matteo
Questa lettera si divide in due parti: cosa non mi convince dell’incarico che ti è stato affidato e di cosa puoi fare per il Pd Roma. Non sono in contraddizione tra loro: se avrai pazienza vedrai perché.
Il disastro della Federazione di Roma del Pd non è un fatto di ieri e dubito che non ne fossi al corrente: tuttavia non mi risulta che tu, esponente romano di spicco, abbia mai fatto nulla per intervenire o suggerire rimedi e pertanto dovrei avere qualche dubbio sul fatto che oggi sia in grado di rimetterlo sui binari. Perdipiù, arrivi come un proconsole dotato di tutti i poteri e lo dimostri subito azzerando Direzione e Assemblea, non rispettando così lo Statuto. Cito un amico autorevole e stimato: “cominciare un’avventura così delicata e importante per il futuro del partito romano infrangendo le regole che ci governano è il modo peggiore è il più dannoso. Si perde credibilità sin dal primo giorno, e si fa un altro passo verso il baratro”.

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