La danza macabra di certa sinistra

Sventolando  la magra soddisfazione dell’ “io l’avevo detto”, molti  – sedicenti o convinti – di centrosinistra  gongolano per le sempre maggiori difficoltà dei pentastellati nel riuscire a rimanere coerenti  con quello che erano quando erano all’opposizione, e soprattutto nel far fronte a Salvini, che si ingrassa ogni giorno di più di consensi scippati a colpi di prepotenza ad alleati sempre più magrolini.

Ma si rendono conto questi democratici di sinistra, che il M5S – o almeno  la sua componente democratica – è l’ultimo flebile diaframma che si frappone al ritorno di una destra ben più cattiva di quella di Berlusconi? Una destra, si badi, che non è stata traghettata dal M5S – nonostante i numerosi  elementi antidemocratici del MoVimento di cui tanto si è già  detto – e dal suo sciagurato patto con il leader leghista.  La destra estremista che abbiamo alle porte  è stata,  al contrario,  mitigata dalla presenza di un movimento come il M5S e dalla sua capacità di intercettare un malessere  popolare che la cosiddetta sinistra non ha capito e ha sempre più incrementato.

Mi chiedo se se ne rendono conto, quelli che non sono stati capaci di mettere da parte i propri rancori – spesso giustificati – in nome del bene comune, tendendo la mano al Movimento quando ha cercato il dialogo con il centrosinistra, che adesso c’è poco da sghignazzare  per i conflitti esterni ed interni dei Cinquestelle vista  la simmetrica marcia trionfale di chi si presenta  perfino in Parlamento con la  divisa della Polizia.

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Caro PD, la battaglia contro la destra razzista non si fa con le bandiere di partito

Per fermare la valanga di destra servono iniziative condivise e inclusive, non manifestazioni di partito

Da molti mesi ormai il nostro Paese assiste a episodi di intolleranza e prevaricazione segnati da pulsioni xenofobe e razziste, irresponsabilmente sottovalutate, quando non incoraggiate, dalle stesse istituzioni di governo che dovrebbero garantire la convivenza civile.

Manifestazioni di insensata violenza colpiscono immigrati, minoranze etniche o di genere, perfino bambini,  soggetti costretti ai margini della società, inquinando i principi fondanti che ispirano la società democratica costruita nei decenni dagli italiani.

A questa inaccettabile  deriva va data una risposta forte, determinata, appassionata, nelle piazze del Paese,  per riaffermare senza esitazioni i valori costituzionali e universali della dignità umana, della libertà, dell’uguaglianza e della solidarietà, dello Stato di diritto, della tutela della persona, valori intoccabili, messi a fondamento della Costituzione Italiana e cristallizzati dall’Europa nella Carta di Nizza.

La scelta del Partito Democratico di chiamare  alla mobilitazione, il 30 settembre a Roma,  “l’Italia che non ha paura” sotto le sue bandiere, esclude di fatto tutti coloro che, pur condividendo i valori che sono chiamati a difendere, non si riconoscono nelle sue insegne,  né nei generici slogan lanciati insieme alla manifestazione.

Crediamo che sia sempre più urgente una fortissima risposta di popolo, ma con la discesa in piazza di tutte le forze della società civile, del cattolicesimo democratico, del volontariato, di tutte le donne e gli uomini di buona volontà  di diverse appartenenze disposti a proteggere il Paese da ogni pericolo di regressione civile.

La posta in gioco è troppo importante perché si possa ancora ragionare in termini di partito.

Solo quei partiti e quei movimenti che sapranno  costruire  con intelligenza e generosità un progetto di inclusione, ammainando  le proprie bandiere  per mettersi con umiltà al servizio di tutti coloro che semplicemente credono in una Italia civile, democratica, giusta e lontana da ogni forma di razzismo, potranno  appartenere a quel mondo di donne e uomini liberi che dobbiamo impegnarci a difendere e costruire con nuovo slancio.

Anna Maria Bianchi Missaglia e Luigi Irdi

Alla ricerca della sinistra perduta

Propongo i video realizzati  da Radio Radicale degli interventi del dibattito che si è svolto il 1 settembre 2018 nell’ambito della nona edizione della festa adi Il Fatto Quotidiano “Versiliana 2018” condotto da Antonello  Caporale (giornalista de Il Fatto Quotidiano) con  Giuseppe Provenzano (promotore di Sinistra Anno Zero), Paola Natalicchio (consigliere del Comune di Molfetta), Tomaso Montanari (presidente nazionale di Libertà e Giustizia), Anna Falcone (avvocato e giurista).

> Vai ai video

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Sinistra anno zero – i video degli interventi da ascoltare

I video dell’assemblea “Sinistra Anno Zero”, svoltasi a Roma sabato 7 aprile 2018 alle ore 10:49 organizzata da Partito Democratico. Gli interventi di Giuseppe Provenzano, Mattia Diletti, Daniele Viotti   (> Vai all’intera registrazione)

Giuseppe Provenzano membro della Direzione Nazionale (Partito Democratico) Vice Direttore della Svimez (Associazione per lo Sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno) 10:50 Durata: 36 min 27 sec
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