Quelli che su Facebook…

Ogni volta che pubblico su fb cose dette o scritte da qualcuno che mi hanno particolarmente convinto, specialmente se riguardano la situazione politica, si scatena un inferno di commenti di quelli a cui evidentemente il dottore ha prescritto di far sapere la loro opinione contraria ogni volta che incappano in qualcosa che non condividono. Anche quando si tratta di temi che forse richiederebbero un confronto un po’ più degno di qualche ping pong di frasi fatte su Facebook. Invece no. E devo prendere atto che i toni di quelli che si definiscono renziani sono ahimè sempre più uguali (arroganti, beffardi e aggressivi) ai toni di quelli che si definiscono cinque stelle. E oltre ad essere gente che evidentemente ha un sacco di tempo da perdere a rispondere ai post dell’universo mondo, sono anche persone che pretendono di giudicare gli altri con un misero metro binario: critichi Renzi ? Allora sei un grillino. Critichi Grillo (o Di Maio o la Raggi)? Allora sei un renziano o quantomeno un piddino. Fortunatamente le cose non stanno così, ci sono persone che riflettono sulle proposte valutando le proposte, e non la (presunta) targhetta di chi le lancia. E vedo che c’è grande difficoltà a rispondere ai discorsi di tanti uomini e donne di buona volontà che non appartengono a nessun partito ma che non si arrendono a questo mondo sempre più di merda e all’inquietante balletto di morti viventi della politica che continua ad andare in scena sui media ufficiali. Noi siamo quelli che volevano e ancora vogliono un mondo migliore. Un mondo di uguaglianza, libertà, dignità e solidarietà. Di Renzi, D’Alema, Grillo, Pisapia, Vendola e compagnia cantando non ce ne importa nulla. Questo piccolo mondo antico è finito. Davanti a noi praterie di ingiustizie su cui cominciare a lavorare, in tanti.
Ottusa e spaventata claque del “non c’è alternativa al l’esistente”, astenersi dalle nostre bacheche, please.

Annunci

Gilioli: Meditiamo che questo è

 Meditiamo che questo è (dal Blog di Alessandro Gilioli Piovono Rane – L’Espresso 7 settembre 2017)

Schermata 2017-09-07 alle 13.17.56

Possiamo tranquillamente infischiarcene di quello che ci dice Medici Senza Frontiere sulle condizioni dei campi di prigionia in cui sono detenuti i migranti che cercavano di raggiungere l’Europa: «Ammassati in stanze buie e sudicie, prive di ventilazione, costretti a vivere una sopra l’altro. Gli uomini costretti a correre nudi nel cortile finché collassano esausti. Le donne violentate e poi obbligate a chiamare le proprie famiglie e chiedere soldi per essere liberate. Tutte le persone che abbiamo incontrato avevano le lacrime agli occhi».

 

Continua a leggere

Rifugiati

Meno male che gli abitanti della Florida che scappano verso nord da un’emergenza climatica fanno parte della stessa federazione di Stati. Perché se avessero dovuto cercare rifugio in un paese di nazionalità diversa, capace che mettevano dei check point sul confine per verificare chi effettivamente avesse diritto di essere accolto perché viveva nelle strade a rischio e chi invece un po’ più in là e quindi un irregolare da respingere. O magari schieravano direttamente l’esercito per impedire “l’invasione”…o forse no, perché gli abitanti della Florida sono comunque persone come noi, mediamente benestanti (rispetto al resto del mondo). Gli “invasori” sono sempre i poveri…

Un’alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza – L’appello di Anna Falcone e Tomaso Montanari

> Vai al sito con i video degli interventi dell’assemblea del 18 giugno e i contributi al dibattito. In calce una riflessione  di Edoardo Salzano da Eddyburg

L’APPELLO di Anna Falcone e Tomaso Montanari

Siamo di fronte ad una decisione urgente. Che non è decidere quale combinazione di sigle potrà sostenere il prossimo governo fotocopia, ma come far sì che nel prossimo Parlamento sia rappresentata la parte più fragile di questo Paese e quanti, giovani e meno giovani, in seguito alla crisi, sono scivolati nella fascia del bisogno, della precarietà, della mancanza di futuro e di prospettive.

La parte di tutti coloro che da anni non votano perché non credono che la politica possa avere risposte per la loro vita quotidiana: coloro che non sono garantiti perché senza lavoro, o con lavoro precario; coloro che non arrivano alla fine del mese, per stipendi insufficienti o pensioni da fame

Continua a leggere

13 anni senza Tom

(di Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci)

Il 20 giugno rappresenta una data che nei nostri cuori produce un’ombra: è il giorno della morte di una persona importante, speciale, determinante per la storia dell’Arci. È  il giorno in cui ci ha lasciato Tom Benetollo.

Ognuno di noi, tra coloro che hanno vita più antica da dirigente dell’associazione, associa a questa data ricordi personali,  incontri, parole, riunioni, conversazioni  con questo grande Presidente.

Tom è stata una delle personalità politiche nella storia della sinistra italiana che ha saputo trasmettere stimoli culturali, suggestioni, intuizioni che ancora non sono state colte fino in fondo.

Ma, oggi più che mai, occorre ricordare il segno e il protagonismo politico che alla nostra associazione venne dato dalla dirigenza di Tom. Con determinazione e con coraggio (e un po’ di solitudine) Tom impresse una svolta. L’Arci, associazione nata per occupare il tempo libero e far crescere la consapevolezza dei cittadini, fondata sulla partecipazione e su un rapporto diretto e coinvolgente coi cittadini stessi, avrebbe potuto svolgere la sua ‘missione’ originaria solo se non avesse rinunciato a far conoscere la propria opinione sulle ingiustizie del mondo, contro la guerra e l’ordine sbagliato e violento che in quegli anni si andava affermando. E per dare seguito a quella convinzione si adoperò per costruire reti internazionali, organizzando manifestazioni, diventando, e con lui l’Arci, catalizzatore e promotore di movimenti che riempirono le piazze italiane ed europee.

Continua a leggere

25 aprile – Massimo Villone: Dovendo scegliere tra Anpi e Pd, non esiteremo

(dal Manifesto 22 aprile 2017)   Orfini lascia i partigiani, si tenga i boy scout

di Massimo Villone 
Il presidente Orfini ci informa che il Pd non sarà al corteo Anpi di Roma perché l’associazione partigiani è «divisiva». Ma chi divide chi, e per cosa? Avremmo apprezzato se il Pd avesse provato a evitare la frattura, ingiustificata, tra comunità ebraica romana e un pezzo della sinistra.a comunità ebraica non può non sapere che a sinistra il legame con il popolo d’Israele è stato ed è forte e radicato, mentre tale non è l’apprezzamento per le politiche dello stato d’Israele. I palestinesi esistono, e i loro diritti – ivi inclusa l’aspirazione a uno stato autonomo – sono largamente riconosciuti, certo non solo dall’Anpi. Etichettare i palestinesi di oggi come i discendenti del Gran Muftì non ha niente a che fare con la politica, quella vera.

Montanari: Papa Francesco e la “scandalosa realtà del mondo” che la sinistra italiana ha perso di vista

scarica la lettera di Papa Francesco

(da Huffington Post)

Solo papa Francesco riesce a bucare la cinica coltre del pensiero unico che domina il discorso pubblico italiano.
Si deve a lui se il popolo che disperatamente vorrebbe una sinistra può ancora ascoltare una lettura del mondo ‘da sinistra’. E leggere un programma per rifarlo, questo mondo.
Come un vento potente, la voce di Francesco spazza via le miserie di una cronaca inchiodata alla farsa delle primarie Pd, a una guerra di potere che umilia il servizio pubblico, a una inchiesta nata intorno ad un regolamento di conti nel giglio magico.
E rimette al centro ciò che al centro deve stare: la “scandalosa realtà di un mondo ancora tanto segnato dal divario tra lo sterminato numero di indigenti, spesso privi dello stretto necessario, e la minuscola porzione di possidenti che detengono la massima parte della ricchezza e pretendono di determinare i destini dell’umanità. Purtroppo, a duemila anni dall’annuncio del Vangelo e dopo otto secoli dalla testimonianza di Francesco, siamo di fronte a un fenomeno di “inequità globale” e di “economia che uccide” (così la lettera che papa Francesco ha inviato al vescovo di Assisi nel giorno di Pasqua).

Continua a leggere

Piano LED: questa non è una battaglia radical chic

roma magritte foto ambm IMG_4624

Foto AMBM

(una risposta a Legambiente)

[l’articolo è pubblicato su Cinquequotidiano 7 aprile 2017]

di Anna Maria Bianchi Missaglia

Dopo le proteste di associazioni, comitati, uomini e donne di cultura, semplici cittadini, a causa delle modifiche all’illuminazione pubblica della Capitale, con la sostituzione delle tradizionali campane che diffondono una luce dorata con piastre di plastica e metallo a LED che schizzano luce azzurrina, il 5 aprile scorso il giornalista Francesco Merlo ha dedicato al tema due pagine sul quotidiano La Repubblica, in cui ha erroneamente citato Legambiente tra le associazioni critiche verso il Piano LED. E Legambiente ha diffuso un comunicato in cui correggeva l’errore, dichiarando che, a fronte di tanti altri problemi “da affrontare con urgenza” come “mobilità, rifiuti, urbanistica“, il problema LED “nella lista delle priorità di Roma non c’è“.

Continua a leggere

Alessandro Gilioli:Sui sì sì e sui no no

Dal Blog di Alessandro Gilioli Piovono rane (L’Espresso) 10 feb 2017

Sui sì sì e sui no no

o-PISAPIA-facebook

Da un lato c’è l’eccellenza della persona. Non sto scherzando, né ho bisogno di fare alcuna captatio benevolentiae: Giuliano Pisapia, che conosco da quasi trent’anni, è una persona eccellente. Lo è da un punto di vista morale (di pratiche, di comportamenti), come da un punto di vista politico (di obiettivi verso cui spostare le cose e di capacità per farlo). È persona, poi, al contempo pragmatica e radicale, e chi mi segue sa quante volte ho parlato, qui e altrove, di pragmatismo radicale.

Continua a leggere