Piano LED: questa non è una battaglia radical chic

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Foto AMBM

(una risposta a Legambiente)

[l’articolo è pubblicato su Cinquequotidiano 7 aprile 2017]

di Anna Maria Bianchi Missaglia

Dopo le proteste di associazioni, comitati, uomini e donne di cultura, semplici cittadini, a causa delle modifiche all’illuminazione pubblica della Capitale, con la sostituzione delle tradizionali campane che diffondono una luce dorata con piastre di plastica e metallo a LED che schizzano luce azzurrina, il 5 aprile scorso il giornalista Francesco Merlo ha dedicato al tema due pagine sul quotidiano La Repubblica, in cui ha erroneamente citato Legambiente tra le associazioni critiche verso il Piano LED. E Legambiente ha diffuso un comunicato in cui correggeva l’errore, dichiarando che, a fronte di tanti altri problemi “da affrontare con urgenza” come “mobilità, rifiuti, urbanistica“, il problema LED “nella lista delle priorità di Roma non c’è“.

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Gilioli: Sinistra, guarda te stessa

…Basterebbe cominciare, ad esempio, a guardare se stessi, anziché all’altro: a guardare cosa si è fatto e cosa si è detto, quando si timonava la nave del Pd, quali decisioni politiche sono state prese, quali alleanze si sono strette o inseguite, quali pezzi di società si sono abbandonati, quali modelli economici si sono implementati, quali rapporti si sono instaurati con la trama in cui si intrecciano tecnocrazia, poteri finanziari, ceto politico…

Dal blog dell’Espresso Piovono rane di Alessandro Gilioli, 23 marzo 2017

Ha ragione Bersani quando dice che una parte dell’ex popolo di sinistra vota Movimento 5 Stelle: e che è inutile, anzi controproducente, l’invettiva continua verso Grillo e Casaleggio; e che questa invettiva – sia quando è fondata sia quando è strumentale – non riporta indietro un voto, perché ben altri sono i motivi di quella transumanza e non c’è cazzata del M5S che ne diminuisca i consensi.

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Uno Stadio dell’altro mondo

coppa bn profiliIl progetto del Nuovo Stadio di Tor di Valle, come già le Olimpiadi Roma2024, in questi giorni monopolizza il dibattito perfino più del gossip sulla Sindaca e delle vicende giudiziarie. Si fronteggiano molti interessi e due passioni: quella per la propria squadra dei romani romanisti e quella di tanti cittadini e comitati che in quei tre grattacieli che irromperebbero nello skyline della Capitale vedono l’ennesima resa della città al potere del cemento. Eppure meriterebbe per un momento cambiare lo sguardo sulla vicenda , come in quei disegni in bianco e nero dove lo sfondo rivela altre figure.

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Alessandro Gilioli:Sui sì sì e sui no no

Dal Blog di Alessandro Gilioli Piovono rane (L’Espresso) 10 feb 2017

Sui sì sì e sui no no

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Da un lato c’è l’eccellenza della persona. Non sto scherzando, né ho bisogno di fare alcuna captatio benevolentiae: Giuliano Pisapia, che conosco da quasi trent’anni, è una persona eccellente. Lo è da un punto di vista morale (di pratiche, di comportamenti), come da un punto di vista politico (di obiettivi verso cui spostare le cose e di capacità per farlo). È persona, poi, al contempo pragmatica e radicale, e chi mi segue sa quante volte ho parlato, qui e altrove, di pragmatismo radicale.

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CAMPIDOGLIO, SHOAH, CO-MARKETING E SPONSORIZZAZIONI

comune-abbonamento-atac-superstiti-campi-sterminioComune & Atac offrono un abbonamento annuale gratuito al trasporto pubblico “ai perseguitati razziali sopravvissuti allo sterminio e residenti a Roma”, che a quanto pare sono solo 9 (considerando la comunità ebraica), vanno dagli 89 ai 99 anni, e, soprattutto, per la legge 791 usufruiscono da tempo dell’autobus gratis. Sul sito del Comune spiegano che l’”agevolazione è resa possibile da un’operazione di co-marketing di Atac: in pratica una sponsorizzazione compenserà il costo degli abbonamenti”. Un’esposizione che è davvero un capolavoro di cattivo gusto, cinismo e soprattutto vistosa incapacità degli esperti di comunicazione degli staff capitolini. Ma come parlano? Ma chi li ha assunti? Da dove vengono?

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Raggi & sondaggi

classifica sindaci sole 24 oreIl Sole24ore ha pubblicato la classifica annuale del gradimento dei Sindaci e dei Presidenti di Regione italiani. Secondo il sondaggio, ai due estremi del consenso nei Comuni ci sarebbero Chiara Appendino, Sindaca di Torino, (1° posto) e la Sindaca di Roma Virginia Raggi (103° e penultimo posto). Ma a parte il nuovo spunto per i media per rilanciare la competizione tra due donne dello stesso movimento politico – M5S – con alla spalle due situazioni di partenza e sei mesi di vicissitudini assai diverse, in realtà il sondaggio ci dice ben poco di interessante. Ecco quello che ci piacerebbe sapere dalla prossima indagine…

di Anna Maria Bianchi Missaglia

Le chiedo un giudizio complessivo sull’operato del Sindaco della sua città nell’arco del 2016. Se domani ci fossero le elezioni comunali, lei voterebbe a favore o contro l’attuale Sindaco?” Questa la domanda posta a “600 elettori in ogni Comune capoluogo, disaggregati per sesso, età ed area di residenza(1)

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Ricordo di una mamma antifascista

In calce il link a un’ intervista  registrata nel 2008 dalla Banca della Memoria. Mia mamma Enrica  ricorda suo padre partigiano  morto a Dachau quando lei  aveva appena 13 anni, e racconta quanto è importante per lei essere antifascista.

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http://www.memoro.org/it/iframe_video.php?ID=404&WIDTH=600&HEIGHT=330

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Natale ai tempi dei centri commerciali

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Cartoline dalla realtà in cui vivono i lavoratori di oggi. Compensi risibili, diritti inesistenti, nessun futuro

(dal sito Possibile.it) Il Natale ai tempi dei centri commerciali

Lavoro in un centro commerciale della bergamasca e ne conosco sufficientemente bene la realtà. All’interno di questi “mostri” sono varie le  figure che vi prestano servizio: dipendenti dell’iper/supermercato, dipendenti delle attività commerciali presenti, dipendenti delle società che erogano i servizi in contratto di appalto.

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Questo non è un paese per giovani

(dal blog Piovono rane di Alessandro Gilioli 20 dicembre 2016, segnalato da Piero Filotico)

La lettera di Marta al ministro Poletti

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Oggi questo blog lascia volentieri la parola a Marta Fana, ricercatrice di economia emigrata in Francia, a sinistra nella foto sopra.

Caro Ministro Poletti,

le sue scuse mi imbarazzano tanto quanto le sue parole mi disgustano.

Siamo quelli per cui il Novecento è anche un patrimonio cinematografico invidiabile, che non inseguiva necessariamente i botteghini della distribuzione di massa, e lì imparammo che le parole sono importanti, e lei non parla bene.

Non da oggi.

A mia memoria da quando il 29 novembre 2014 iniziò a dare i numeri sul mercato del lavoro, dimenticandosi tutti quei licenziamenti che i lavoratori italiani, giovani e non, portavano a casa la sera.

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