Alessandro Gilioli:Sui sì sì e sui no no

Dal Blog di Alessandro Gilioli Piovono rane (L’Espresso) 10 feb 2017

Sui sì sì e sui no no

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Da un lato c’è l’eccellenza della persona. Non sto scherzando, né ho bisogno di fare alcuna captatio benevolentiae: Giuliano Pisapia, che conosco da quasi trent’anni, è una persona eccellente. Lo è da un punto di vista morale (di pratiche, di comportamenti), come da un punto di vista politico (di obiettivi verso cui spostare le cose e di capacità per farlo). È persona, poi, al contempo pragmatica e radicale, e chi mi segue sa quante volte ho parlato, qui e altrove, di pragmatismo radicale.

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CAMPIDOGLIO, SHOAH, CO-MARKETING E SPONSORIZZAZIONI

comune-abbonamento-atac-superstiti-campi-sterminioComune & Atac offrono un abbonamento annuale gratuito al trasporto pubblico “ai perseguitati razziali sopravvissuti allo sterminio e residenti a Roma”, che a quanto pare sono solo 9 (considerando la comunità ebraica), vanno dagli 89 ai 99 anni, e, soprattutto, per la legge 791 usufruiscono da tempo dell’autobus gratis. Sul sito del Comune spiegano che l’”agevolazione è resa possibile da un’operazione di co-marketing di Atac: in pratica una sponsorizzazione compenserà il costo degli abbonamenti”. Un’esposizione che è davvero un capolavoro di cattivo gusto, cinismo e soprattutto vistosa incapacità degli esperti di comunicazione degli staff capitolini. Ma come parlano? Ma chi li ha assunti? Da dove vengono?

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Raggi & sondaggi

classifica sindaci sole 24 oreIl Sole24ore ha pubblicato la classifica annuale del gradimento dei Sindaci e dei Presidenti di Regione italiani. Secondo il sondaggio, ai due estremi del consenso nei Comuni ci sarebbero Chiara Appendino, Sindaca di Torino, (1° posto) e la Sindaca di Roma Virginia Raggi (103° e penultimo posto). Ma a parte il nuovo spunto per i media per rilanciare la competizione tra due donne dello stesso movimento politico – M5S – con alla spalle due situazioni di partenza e sei mesi di vicissitudini assai diverse, in realtà il sondaggio ci dice ben poco di interessante. Ecco quello che ci piacerebbe sapere dalla prossima indagine…

di Anna Maria Bianchi Missaglia

Le chiedo un giudizio complessivo sull’operato del Sindaco della sua città nell’arco del 2016. Se domani ci fossero le elezioni comunali, lei voterebbe a favore o contro l’attuale Sindaco?” Questa la domanda posta a “600 elettori in ogni Comune capoluogo, disaggregati per sesso, età ed area di residenza(1)

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Ricordo di una mamma antifascista

In calce il link a un’ intervista  registrata nel 2008 dalla Banca della Memoria. Mia mamma Enrica  ricorda suo padre partigiano  morto a Dachau quando lei  aveva appena 13 anni, e racconta quanto è importante per lei essere antifascista.

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http://www.memoro.org/it/iframe_video.php?ID=404&WIDTH=600&HEIGHT=330

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Natale ai tempi dei centri commerciali

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Cartoline dalla realtà in cui vivono i lavoratori di oggi. Compensi risibili, diritti inesistenti, nessun futuro

(dal sito Possibile.it) Il Natale ai tempi dei centri commerciali

Lavoro in un centro commerciale della bergamasca e ne conosco sufficientemente bene la realtà. All’interno di questi “mostri” sono varie le  figure che vi prestano servizio: dipendenti dell’iper/supermercato, dipendenti delle attività commerciali presenti, dipendenti delle società che erogano i servizi in contratto di appalto.

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Questo non è un paese per giovani

(dal blog Piovono rane di Alessandro Gilioli 20 dicembre 2016, segnalato da Piero Filotico)

La lettera di Marta al ministro Poletti

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Oggi questo blog lascia volentieri la parola a Marta Fana, ricercatrice di economia emigrata in Francia, a sinistra nella foto sopra.

Caro Ministro Poletti,

le sue scuse mi imbarazzano tanto quanto le sue parole mi disgustano.

Siamo quelli per cui il Novecento è anche un patrimonio cinematografico invidiabile, che non inseguiva necessariamente i botteghini della distribuzione di massa, e lì imparammo che le parole sono importanti, e lei non parla bene.

Non da oggi.

A mia memoria da quando il 29 novembre 2014 iniziò a dare i numeri sul mercato del lavoro, dimenticandosi tutti quei licenziamenti che i lavoratori italiani, giovani e non, portavano a casa la sera.

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Quello che conta adesso

papaveriMentre riprende  il  chiacchericcio dei commentatori  sulle alchimie politiche aperte dal risultato del referendum, e sui social rimbalzano astiosi oracoli da fine del mondo,   io penso a tutta la moltitudine che è accorsa alle urne ancora una volta per difendere la nostra Costituzione. Che è un buon punto di partenza.

Perchè per quanto si cerchi di  ridurre la vittoria del NO a voto partitico  e sommatoria di accozzaglie, io credo che sia stata invece il frutto di una generosa mobilitazione di quella società civile che già si era battuta vittoriosamente nel 2006, quando a insidiare la Carta era Berlusconi.  Custodi del patto democratico nato dopo il fascismo, che evidentemente riescono a superare il tempo e le generazioni.

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Voterò no con tristezza. Voterò NO con convinzione.

ANPI folla cantare ballareNon dovevamo arrivare a questo. A buttare all’aria la Costituzione che ci hanno lasciato le donne  e gli uomini che ci hanno liberato dal fascismo, come presidio di libertà, democrazia  e uguaglianza a difesa delle future generazioni,  per dare più potere a cerchie sempre più ristrette, per adeguarsi ai diktat della finanza internazionale, per calcoli elettorali di respiro corto.

Ma comunque vada, la situazione sarà  assai triste.  Triste il misero spettacolo andato in scena su ogni media possibile del nostro Presidente del Consiglio che perorava il sì al referendum come un imbonitore di piazza. Triste la sequenza di regali promessi in cambio della vittoria:  bonus, sollievi per malati, fritto di pesce. Triste che le ragioni del sì e del no non siano divise da ragionamenti, ma troppo spesso da paura, insofferenza per le regole, odio per un leader o una parte, scaltri opportunismi.   Ma soprattutto triste vedere spaccato  il popolo della sinistra, quello  che  una volta stava insieme per  difendere diritti, e che oggi  è impegnato in una guerra fratricida. Non è di sinistra restringere il diritto dei cittadini di eleggere i propri rappresentanti, non è di sinistra regalare l’immunità parlamentare a politici che non ne avrebbero diritto, non è di sinistra ridurre le prerogative del Presidente della Repubblica. E tanto altro.

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