La pietra d’inciampo di Alberto Missaglia

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La pietra d’inciampo in corso Principe Oddone 21

L’ultimo biglietto 10-9-1944 (buttato dal treno a  Bolzano, in partenza per Dachau)

Cari papà e mamma,

siamo di partenza. Perdonatemi se vi lascio moglie e bambine ma l’ultimo mio desiderio è che abbiate per tutte e tre l’amore che avevate per il vostro Tino! MI raccomando tanto questo! E tu che hai sopportato tante avversità fatti forza e aspettami, un giorno ritornerò! Fatevi animo tutti che io mi sento molto bene e forte! Speriamo che Dio, che mi ha aiutato finora continuerà a proteggermi ancora. Salutatemi i parenti tutti e la zia di Milano! Per Emilia leggi quanto ho scritto Vi chiedo perdono se vi faccio soffrire tanto e promettetemi di rispettare le mie volontà! Caro papà e mamma cara  perdonatemi e vogliatemi sempre bene!

Tanti bacioni dal vostro Tino! (vogliatevi tutti bene sempre!)

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APPELLO: Gramsci non può essere un hotel a cinque stelle

GRAMSCI 4Appello contro il progetto di chiamare “Grand Hotel Antonio Gramsci” l’albergo che sorgerà  in Piazza Carlina a Torino, nel palazzo dove Gramsci visse nel periodo in cui  fondò il Partito Comunista, prima  di venire incarcerato per un decennio  dal regime fascista e morire a soli 46 anni.

Al Sindaco di Torino Piero Fassino

Non possiamo impedire che il cambiamento trasformi in albergo un  luogo dove si dovrebbe coltivare la memoria collettiva.

Ma possiamo ancora ribellarci  quando un nome, Antonio Gramsci, che per noi è radici, dolore, gratitudine, viene gettato nella banalità del marketing  e condannato  a perdere ogni  significato, come il Napoleone del Cognac.

Non sopporteremo che i suoi occhi intensi  da ragazzo e la sua capigliatura generosa diventino i tratti stilizzati di un logo da dépliant.

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