Padre Zanotelli: rompiamo il silenzio sull’Africa

Appello di padre Alex Zanotelli* ai giornalisti italiani:

«Rompiamo il silenzio sull’Africa.
Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli africani stanno vivendo

Scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate, ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo, come missionario e giornalista, uso la penna per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani, come in quelli di tutto il modo del resto.

Trovo infatti la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale.

So che i mass-media , purtroppo, sono nelle mani dei potenti gruppi economico-finanziari, per cui ognuno di voi ha ben poche possibilità di scrivere quello che veramente sta accadendo in Africa.

Mi appello a voi giornalisti/e perché abbiate il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa.

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Turchia, l’appello di Barbara Spinelli

arci turchiaFermiamo la repressione in Turchia.

26 luglio  sit-in promosso dalla Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola nei pressi dell’ambasciata turca di via Palestro (angolo via S. Martino della Battaglia) alle 17.30

L’APPELLO DI BARBARA SPINELLI, EURODEPUTATA

Gentile Alto Rappresentante /Vice Presidente Federica Mogherini,

Gentile Segretario Generale Thorbjørn Jagland,

Venerdì 15 luglio la Turchia è stata vittima di un tentativo di colpo di stato che ha provocato più di 200 vittime, per la maggior parte civili, e più di 1400 feriti. Subito dopo, il Governo turco ha avviato un’epurazione su larga scala e del tutto sproporzionata in seno all’apparato statale. Dal giorno in cui ha avuto luogo il fallito colpo di stato, fino al 20 luglio 2016, il numero complessivo di epurazioni (sospensione dagli incarichi e arresti) nel servizio pubblico ammonta a più di 61.000 persone. Le purghe hanno colpito in particolare i seguenti settori:

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VITTORIA! Nessun Hotel Gramsci a Torino

AVEVAMO LANCIATO UN APPELLO: Gramsci non può essere un Hotel a cinque stelle. Il  28 novembre  è stato inaugurato l’hôtel ma non ha preso il nome di Gramsci, bensì NH Collection Torino Piazza Carlina. http://www.travelnostop.com/piemonte/alberghi/a-torino-apre-lnh-collection-torino-piazza-carlina_120168

GRAMSCI 4


 

APPELLO: Gramsci non può essere un hotel a cinque stelle

GRAMSCI 4Appello contro il progetto di chiamare “Grand Hotel Antonio Gramsci” l’albergo che sorgerà  in Piazza Carlina a Torino, nel palazzo dove Gramsci visse nel periodo in cui  fondò il Partito Comunista, prima  di venire incarcerato per un decennio  dal regime fascista e morire a soli 46 anni.

Al Sindaco di Torino Piero Fassino

Non possiamo impedire che il cambiamento trasformi in albergo un  luogo dove si dovrebbe coltivare la memoria collettiva.

Ma possiamo ancora ribellarci  quando un nome, Antonio Gramsci, che per noi è radici, dolore, gratitudine, viene gettato nella banalità del marketing  e condannato  a perdere ogni  significato, come il Napoleone del Cognac.

Non sopporteremo che i suoi occhi intensi  da ragazzo e la sua capigliatura generosa diventino i tratti stilizzati di un logo da dépliant.

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