Quello che conta adesso

papaveriMentre riprende  il  chiacchericcio dei commentatori  sulle alchimie politiche aperte dal risultato del referendum, e sui social rimbalzano astiosi oracoli da fine del mondo,   io penso a tutta la moltitudine che è accorsa alle urne ancora una volta per difendere la nostra Costituzione. Che è un buon punto di partenza.

Perchè per quanto si cerchi di  ridurre la vittoria del NO a voto partitico  e sommatoria di accozzaglie, io credo che sia stata invece il frutto di una generosa mobilitazione di quella società civile che già si era battuta vittoriosamente nel 2006, quando a insidiare la Carta era Berlusconi.  Custodi del patto democratico nato dopo il fascismo, che evidentemente riescono a superare il tempo e le generazioni.

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Ma Gramsci non può essere un hotel a cinque stelle

gramsci

AGGIORNAMENTO 28 NOVEMBRE 2014,  UNA VITTORIA:  è stato inaugurato  l’hôtel, ma  non ha preso il nome di Gramsci, bensì  NH Collection Torino Piazza Carlina. 

7 aprile 2014 Un articolo di  Repubblica di ieri  6 aprile (1) annuncia che nel palazzo di Piazza Carlina, dove Gramsci visse due anni  nel periodo in cui fondò il Partito Comunista, si stanno terminando i lavori di un albergo di lusso, vista Mole Antonelliana. E’ sempre motivo di dolore quando un luogo che custodisce un pezzo del nostro passato diventa il contenitore di qualche altra cosa banale, anzichè spazio dove coltivare la memoria collettiva. Ma questa volta il dolore è atroce, perchè la banalizzazione investe direttamente uno dei nostri padri, un uomo che ha scritto pagine che ci parlano ancora oggi, un martire che ha pagato con la vita la libertà delle sue idee. In un tempo dove accettiamo che la  parola “valorizzazione” da “dare valore” diventi  ” ricavare guadagno”,  non so quanti ancora sapranno indignarsi per la possibilità che “Antonio Gramsci” diventi il nome di un Hotel a cinquestelle, ormai troviamo normale qualunque cosa. E mi sembra assai misero il ragionamento di chi regala il suo volto e il suo nome – l’immagine  che ci resta di chi non c’è più – per averne in cambio uno spazio dove “organizzare delle piccole riunioni” e  “una biblioteca con tutte le opere del filosofo”, di chi considera  “una possibilità importante quella  data dall’hotel”  “che mira a salvaguardare la memoria di Gramsci”.

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