Gilioli: l’Europa muore e se lo merita tutto

da Piovonorane 29 giugno 2018

L’Europa muore e se lo merita tutto

Orrendo, grottesco, cieco, irresponsabile, meschino: trovatelo voi l’aggettivo più adatto a definire il comportamento dell’Europa verso l’Africa, in questi giorni.

E parlo dell’Europa tutta, non solo del nostro ridicolo Conte (che peraltro segue la strada di Minniti): parlo dei supponenti Macron e Merkel, dei fascistoidi di Visegrad, degli eleganti nordici.

Parlo dell’Europa tutta che non si occupa di Africa ma di rifiutarne i migranti, che frigna per l’effetto fregandosene della causa, che si rimpalla al suo interno esseri umani – prendili tu, no prendili tu! – con lo stesso cinismo con cui cent’anni fa si spartiva la loro terra – la prendo io, no la prendo io! – e come ancora adesso se ne spartisce le risorse naturali, i contratti, le dighe, l’import di armi, i giacimenti, gli appalti – li prendo io, no li prendo io!

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Gilioli: Bozza di parole per dirlo

(dal Blog Piovonorane – L’Espresso 15 giugno 2018)

Capire quello che è successo e sta succedendo in Italia è complesso ma non è complicato. Intendo dire: la situazione in cui ci troviamo è frutto di molte concause, ma non è poi difficile provare a vedere quali sono e come si sono intrecciate. Tra l’altro alcune di esse sono comuni ad altri Paesi dell’Occidente.

Proviamo quindi a dipanare la matassa attraverso alcune parole (sì, lo so che ne mancano molte altre: questa è solo una bozza, un’ossatura assai parziale a cui aggiungere se volete le vostre, di parole) .

Paura.
La prima parola è questa e mi scuso della scarsa originalità. I mutamenti veloci degli ultimi anni – tecnologici e quindi economici, strutturali e quindi sociali – hanno generato paura. Paura per il proprio presente e per il proprio futuro. Paura di perdere quel relativo benessere, quella relativa sicurezza e quel relativo welfare che avevano costituito le fondamenta del nostro vivere insieme per più di mezzo secolo. Paura che da un po’ le cose stiano andando sempre verso il peggio e ancora peggio andranno. Paura di perdere quello che si era conquistato, spesso con fatica. Paura per la propria vecchiaia e per i propri figli. Paura per l’incertezza, cioè il sentirsi dispersi e abbandonati in mezzo alle onde, alle correnti che arrivano da chissà dove e che non si riescono più a governare. Non sapere nemmeno più chi si è, trascinati qua e là da questi marosi. Quindi perdita di identità e disperato tentativo di ritrovarla da qualche parte. Infine, la sensazione altrettanto paurosa che non ci sia più un rapporto tra il proprio impegno (i propri sforzi, i propri studi, il proprio lavoro) e gli effetti, i risultati per noi. La paura crea rabbia reciproca e un gigantesco “si salvi chi può”: tra individui, tra categorie, tra Stati. E in condizione di paura, il penultimo attacca l’ultimo, sempre.

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Gilioli: Il grande bivio, dopo destra e sinistra

(dal blog piovono rane)

Qui di seguito l’intervento di Alessandro Gilioli all’incontro su destra e sinistra, al Festival del Giornalismo di Perugia.

«Ci sono sempre state e sempre ci saranno persone che hanno combattuto e combatteranno per l’uguaglianza sociale. Come ci sarà sempre l’altra parte. Sono due aspetti che fanno parte dell’animo umano. Poi, con la Rivoluzione francese, si sono coniati i termini di destra e sinistra».

La citazione è di José Mujica, ex presidente dell’Urugay.

Mujica identifica quindi la questione destra-sinistra con il tema dell’uguaglianza, della riduzione delle forbice sociale, della redistribuzione.

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Gilioli: Sinistra, guarda te stessa

…Basterebbe cominciare, ad esempio, a guardare se stessi, anziché all’altro: a guardare cosa si è fatto e cosa si è detto, quando si timonava la nave del Pd, quali decisioni politiche sono state prese, quali alleanze si sono strette o inseguite, quali pezzi di società si sono abbandonati, quali modelli economici si sono implementati, quali rapporti si sono instaurati con la trama in cui si intrecciano tecnocrazia, poteri finanziari, ceto politico…

Dal blog dell’Espresso Piovono rane di Alessandro Gilioli, 23 marzo 2017

Ha ragione Bersani quando dice che una parte dell’ex popolo di sinistra vota Movimento 5 Stelle: e che è inutile, anzi controproducente, l’invettiva continua verso Grillo e Casaleggio; e che questa invettiva – sia quando è fondata sia quando è strumentale – non riporta indietro un voto, perché ben altri sono i motivi di quella transumanza e non c’è cazzata del M5S che ne diminuisca i consensi.

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