dal sapere, al comprendere, al sentire. E viceversa.

corviale non ve temoPropongo questa riflessione del mio amico Aldo Pirone, una delle anime della Comunità territoriale del VII municipio

CONNESSIONE SENTIMENTALE

di Aldo Pirone

Ieri stavo in fila alla cassa al supermercato. Una signora napoletana ha cominciato rumorosamente a interloquire con una sua conoscente in fila alla cassa vicina. “Marì – diceva sarcastica – quest’anno a luglio e agosto vado in Sardegna, in Costa Smeralda. Ho rimesso a posto la villa. Se vuoi ti ospito”. E l’altra rispondeva ridendo: “No grazie io vado ai Caraibi”. E giù risate. Poi la napoletana ha cominciato a parlare con un’altra donna anziana nella mia fila. “Signò, si scherza, la prendiamo a ridere. Meglio ridere che essere compatite. Sa, sono sola, il marito è morto, prendo 700 euro di pensione e due figlie a carico. Una disoccupata che cerca lavoro da una vita e un’altra che studia. Faccio i salti mortali”. “Non prende la reversibilità di suo marito?” le chiede l’anziana. “Mio marito è morto a 48 anni di tumore. Manco la pensione abbiamo perché aveva solo 20 anni di contributi. Faceva un lavoro discontinuo al cinema.”. “A chi lo dice signora mia – risponde l’anziana – io prendo 800 euro di pensione dopo 40 anni di contributi”. Nel frattempo si arriva vicino alla cassiera. “Uh! Meno male che ci stai tu – fa l’anziana pensionata – l’altro giorno c’era la tua collega, un po’ antipatica. Si lamentava che era stanca. Io le ho detto che invece di lamentarsi doveva ringraziare il cielo che aveva questo lavoro “ (un lavoro retribuito con circa 7-8 euro l’ora n.d.r.).

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27 aprile Fiori e pietre per Gramsci

IL 27 aprile 1937 moriva Antonio Gramsci.  Portiamo dei fiori sulla sua tomba, o delle pietre..

77618574 PIETRE SULLA TOMBA DI GRAMSCI

Pietre lasciate sulla tomba di Gramsci l’anno scorso

Il ricordo di Eddyburg, nell’anniversario della sua morte, con un suo testo significativo anche oggi

27 aprile 1927 “Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti»

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APPELLO: Gramsci non può essere un hotel a cinque stelle

GRAMSCI 4Appello contro il progetto di chiamare “Grand Hotel Antonio Gramsci” l’albergo che sorgerà  in Piazza Carlina a Torino, nel palazzo dove Gramsci visse nel periodo in cui  fondò il Partito Comunista, prima  di venire incarcerato per un decennio  dal regime fascista e morire a soli 46 anni.

Al Sindaco di Torino Piero Fassino

Non possiamo impedire che il cambiamento trasformi in albergo un  luogo dove si dovrebbe coltivare la memoria collettiva.

Ma possiamo ancora ribellarci  quando un nome, Antonio Gramsci, che per noi è radici, dolore, gratitudine, viene gettato nella banalità del marketing  e condannato  a perdere ogni  significato, come il Napoleone del Cognac.

Non sopporteremo che i suoi occhi intensi  da ragazzo e la sua capigliatura generosa diventino i tratti stilizzati di un logo da dépliant.

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Ma Gramsci non può essere un hotel a cinque stelle

gramsci

AGGIORNAMENTO 28 NOVEMBRE 2014,  UNA VITTORIA:  è stato inaugurato  l’hôtel, ma  non ha preso il nome di Gramsci, bensì  NH Collection Torino Piazza Carlina. 

7 aprile 2014 Un articolo di  Repubblica di ieri  6 aprile (1) annuncia che nel palazzo di Piazza Carlina, dove Gramsci visse due anni  nel periodo in cui fondò il Partito Comunista, si stanno terminando i lavori di un albergo di lusso, vista Mole Antonelliana. E’ sempre motivo di dolore quando un luogo che custodisce un pezzo del nostro passato diventa il contenitore di qualche altra cosa banale, anzichè spazio dove coltivare la memoria collettiva. Ma questa volta il dolore è atroce, perchè la banalizzazione investe direttamente uno dei nostri padri, un uomo che ha scritto pagine che ci parlano ancora oggi, un martire che ha pagato con la vita la libertà delle sue idee. In un tempo dove accettiamo che la  parola “valorizzazione” da “dare valore” diventi  ” ricavare guadagno”,  non so quanti ancora sapranno indignarsi per la possibilità che “Antonio Gramsci” diventi il nome di un Hotel a cinquestelle, ormai troviamo normale qualunque cosa. E mi sembra assai misero il ragionamento di chi regala il suo volto e il suo nome – l’immagine  che ci resta di chi non c’è più – per averne in cambio uno spazio dove “organizzare delle piccole riunioni” e  “una biblioteca con tutte le opere del filosofo”, di chi considera  “una possibilità importante quella  data dall’hotel”  “che mira a salvaguardare la memoria di Gramsci”.

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