Dedicato ai pentastellati delusi e arrabbiati

PER IL M5S NULLA ADESSO SARÀ COME PRIMA La decisione, di affidarsi prima a un referendum tra gli iscritti e poi di salvare  Salvini dal processo, è una pagina davvero triste per la storia dei Cinquestelle. Anche perchè   il voto di 52.417 iscritti (30.948 a favore di Salvini) non avrebbe dovuto cancellare quello di 10.522.272 italiani che avevano dato fiducia a un movimento che diceva di difendere la Costituzione e la legge uguale per tutti. E sembra incredibile che – i leader come la maggior parte dei militanti – siano cascati così facilmente nella trappola di Salvini. Perché costringendo portavoce e iscritti a esprimersi su un tema così fondante, li ha divisi. Da oggi il Movimento non è più uno, ma è spaccato in due. Così sarà assai più facile per Salvini mangiarsi in un boccone il M5S, prima di mangiarsi il Paese.

PERO’… Passata la delusione, lo smarrimento, la rabbia, devo dire che non trovo giusto questo attacco indiscriminato a tutto il MoVimento Cinque Stelle. Perchè mi vengono in mente tante persone – simpatizzanti, iscritti, portavoce – che si sono impegnate ed esposte personalmente per convincere i compagni di movimento a non rinnegare il valore comune della legge uguale per tutti.

Continua a leggere

Annunci

La danza macabra di certa sinistra

Sventolando  la magra soddisfazione dell’ “io l’avevo detto”, molti  – sedicenti o convinti – di centrosinistra  gongolano per le sempre maggiori difficoltà dei pentastellati nel riuscire a rimanere coerenti  con quello che erano quando erano all’opposizione, e soprattutto nel far fronte a Salvini, che si ingrassa ogni giorno di più di consensi scippati a colpi di prepotenza ad alleati sempre più magrolini.

Ma si rendono conto questi democratici di sinistra, che il M5S – o almeno  la sua componente democratica – è l’ultimo flebile diaframma che si frappone al ritorno di una destra ben più cattiva di quella di Berlusconi? Una destra, si badi, che non è stata traghettata dal M5S – nonostante i numerosi  elementi antidemocratici del MoVimento di cui tanto si è già  detto – e dal suo sciagurato patto con il leader leghista.  La destra estremista che abbiamo alle porte  è stata,  al contrario,  mitigata dalla presenza di un movimento come il M5S e dalla sua capacità di intercettare un malessere  popolare che la cosiddetta sinistra non ha capito e ha sempre più incrementato.

Mi chiedo se se ne rendono conto, quelli che non sono stati capaci di mettere da parte i propri rancori – spesso giustificati – in nome del bene comune, tendendo la mano al Movimento quando ha cercato il dialogo con il centrosinistra, che adesso c’è poco da sghignazzare  per i conflitti esterni ed interni dei Cinquestelle vista  la simmetrica marcia trionfale di chi si presenta  perfino in Parlamento con la  divisa della Polizia.

Continua a leggere

Autorizzazione a procedere per il Ministro Salvini: facciamo un po’ di chiarezza

La scelta del Ministro dell’interno di bloccare i naufraghi della Diciotti “per contrastare l’immigrazione clandestina” corrisponde a un “preminente interesse pubblico” in base al quale si possono trasgredire leggi nazionali e internazionali, e la stessa Costituzione italiana? Se passasse questa interpretazione, avallata dal voto parlamentare che nega l’autorizzazione a procedere per il Ministro Salvini, si aprirebbe la strada all’idea che le regole fondamentali della nostra democrazia possono essere derogate da un ministro o da un Governo, in nome della linea poltica promessa agli elettori.

Facciamo un po’ di chiarezza sui vari aspetti della vicenda, ricostruendo i fatti salienti e attingendo a un’intervista (1) a Domenico Gallo, Giudice della Corte di Cassazione e giurista del Coordinamento nazionale per la democrazia costituzionale, con in passato una legislatura come senatore con Rifondazione Comunista. Gallo spiega con semplicità e rigore cosa dice la legge, o meglio, le leggi, e su che base dovranno decidere i parlamentari che entro fine marzo dovranno esprimersi sulla richiesta dell’autorizzazione a procedere per il Ministro dell’Interno.

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.

Dopo la plateale lettura dell’ avviso di garanzia in diretta Facebook (2), e la sfida ai magistrati – mi faccio processare – (3) è arrivata una subitanea retromarcia del Ministro Salvini. Fermi tutti, non devo essere processato (4). E, in parallelo, anche la ostentata “diversità” pentastellata – che comprende l’intransigenza sul concedere scappatoie ai colleghi inquisiti – sta scivolando in una imbarazzante ricerca di pretesti per salvare faccia e Governo. L’ultimo è quello di invocare una sorta di “collegialità” delle decisioni sulla nave Diciotti, spalmando la responsabilità anche sul Presidente del Consiglio e qualche ministro cinquestelle (5), così da rendere più credibile la tesi della motivazione politica dell’agire salviniano in nome di una superiore difesa della Patria. Ma anche, più concretamente, per smuovere i più riottosi pentastellati che vedono nel salvataggio dell’alleato/avversario leghista un clamoroso voltafaccia sul tema più identitario del MoVimento: il rispetto della legge, che deve fare il suo corso, senza se e senza ma e soprattutto senza scudi per nessuno.

In tutto questo, è importante capire come stanno e come funzionano le cose, sgombrando il campo da quella confusione tra reati e scelte politiche, condite dal solito refrain bipartisan della magistratura “targata” che usa la legge per punire i politici.

Ecco i punti che cerchiamo di chiarire:

Continua a leggere

Diario: Pasquale Zagaria alla Commissione Unesco

Mi unisco alla moltitudine a cui sono cadute le braccia per la nomina dell’82enne attore pugliese Pasquale Zagaria  – in arte Lino Banfi – come rappresentante del governo nella commissione italiana dell’UNESCO.
Non è certamente una delle mosse più gravi dei pentaleghisti  – Di Maio è il suo  sponsor – ma è una scelta  che la dice lunga su come ragionano i M5S, o quantomeno i loro uomini comunicazione.
Molti si sono scandalizzati o hanno sbeffeggiato Banfi collegandolo ai  personaggi da lui interpretati nella sua lunga stagione di star della commedia sexy.  Ma è sbagliato: un attore è un professionista, può passare da ruoli comici a ruoli drammatici, in un film essere quello che salva  il mondo e in un altro un campione di scorregge. Nella maggior parte dei casi non inventa lui Il personaggio, non scrive lui le sue battute. E può farti scompisciare dalle risate sullo schermo ed essere un uomo (o una donna) tristissimo nella vita.
Quindi è Pasquale Zagaria che dovrebbe essere considerato, nel chiedersi se ha  le qualità e le competenze richieste da un incarico così impegnativo.
Ognuno può valutare la sua biografia da un lato (1) e il ruolo che è chiamato a svolgere dall’altro (2), ed esprimere il proprio giudizio.
Io mi chiedo come sia possibile che un MoVimento che combatte i privilegi e le raccomandazioni, e sventola  la meritocrazia  ogni due per tre, abbia scelto  per quella carica un attore famoso anzichè un esperto del nostro patrimonio storico e culturale.

Manifesto della razza: Raggi cambierà nome a due strade intitolate a due firmatari

mosaico razza strardeRoma cambierà il nome di due strade intitolate a firmatari del Manifesto della Razza. La Sindaca ha quindi dato seguito all’annuncio del gennaio scorso. Un segnale antirazzista e antifascista – che di questi tempi non è per niente scontato – e anche una “riparazione” allo scivolone della maggioranza pentastellata su “Via Almirante”. Ma mantenere viva la memoria antifascista e antirazzista è un impegno che dobbiamo assumere tutti noi cittadini. E per combattere il razzismo non basta cambiare il nome alle strade, è necessario promuovere politiche per il dialogo e l’inclusione [in calce il dossier scaricabile Il Manifesto degli scienziati razzisti (1938) a cura del Servizio Studi, Documentazione e Biblioteca del Quirinale]

Continua a leggere

Le 5 stelle che si sono spente (anche se ancora brillano nel cielo)

Ci sono stelle che ancora vediamo luccicare perchè sono lontane anni luce dalla Terra, anche se sono diventate buchi neri da un pezzo. Così accade a tanti partiti, che continuano ad affollare talk show e inaugurazioni, ma che sono già stati abbandonati da buona parte del loro elettorato. Così il MoVimento Cinque Stelle, che in poche settimane potrebbe aver dilapidato i suoi consensi, anche se ancora non si vede.
Con la mossa di fare il Governo con Salvini, è riuscito in un colpo solo a perdere i suoi elettori di sinistra e a regalare alla Lega quelli di destra.
E appena insediato, Salvini è diventato il protagonista assoluto di questa sciagurata stagione, con una terrificante escalation che fa leva  sulla parte peggiore di tanti sciagurati italiani. Mentre l’inesperto Di Maio, leader costruito in laboratorio dalla Casaleggio associati, appare ogni giorno più scolorito, anche perchè non può tenergli testa.

Tomaso Montanari: il MoVimento firmando il contratto col diavolo si è venduto l’anima

Nel Paese della commedia dell’arte il governo Conte nasce come una farsa, una pochade.

Un governo che nasce mentre il presidente del consiglio incaricato viene nascosto in tutta fretta in un armadio del Quirinale, in tasca la lista dei ministri: mentre torna al talamo nuziale l’altro, il marito scacciato, e ora benevolmente riammesso.

Un governo del paradosso: con i due vicecapi che comandano il capo. Anzi: con un vicecapo che è il vero capo, e tiene gli altri due al guinzaglio.

Un governo il cui vicepresidente tre giorni fa ha annunciato in diretta la messa in stato d’accusa del Capo dello Stato che oggi lo ha nominato.

Continua a leggere

Montanari: il M5S e la critica del potere

Il Movimento 5 Stelle e la critica del potere

(da Huffington Post 24 maggio 2018)

In un passo memorabile dell’Amleto, il principe chiede al suo Polonio di alloggiare i commedianti appena arrivati a corte. “Signore, li tratterò secondo il loro merito”, risponde quello. E Amleto, bonariamente rimproverandolo: “Meglio, amico, meglio. Se trattate ognuno secondo il proprio merito, chi si sottrarrà alle busse? Trattateli secondo il vostro onore e la vostra dignità.”

Ecco, mi piacerebbe che un Amleto fosse capace di dire oggi la stessa cosa ai vertici e agli attivisti del Movimento 5 stelle. È infatti un grave errore respingere con sdegno aggressivo ogni critica (anche quelle amichevoli o comunque fondate) invocando sempre un solo argomento: che il Pd ha fatto peggio. Come se il metro del giudizio e delle scelte fosse appunto da cercarsi nel merito degli “altri” e non nella propria dignità.

(da Il Manifesto 11 maggio 2018)

Il sociologo De Masi intervistato da Il manifesto parla della base sociale dell’elettorato M5S, che dalle analisi risulta per il 45% di sinistra ( 25 % di destra, il 30 % fluttuante). MI chiedo se questa percentuale abbia la stessa corrispondenza anche tra attivisti ed eletti. E personalmente spero che siano tanti gli attivisti e gli eletti che non accetterranno l’alleanza con il razzista e estremista Salvini (e con un partito La lega, che dopo gli esordi ha sempre retto il gioco – e il sacco – a Berlusconi). Se invece si adegueranno agli accordi dei vertici (non mi risulta che siano in corso consultazioni della base M5S), non sarà il giorno più nero della sinistra, ma di tutta l’Italia.

 

De Masi: «È il giorno più nero per la sinistra. Dal ’46 Italia mai così a destra»

La Lega si mangerà i 5 stelle. Serve un’opposizione militante, Pd ed ex la smettano di litigare. I soldi per le promesse non ci sono. Faranno scelte simboliche a costo zero: liberalizzazione delle armi, stretta su immigrati e richiedenti asilo. Cambieranno la nostra antropologia»

Carne da elezione

 In un paese che sta sprofondando nella povertà (ahimè non solo percepita), dove la corruzione è un sistema diffuso e consolidato, dove le disuguaglianze provocano guerre tra i poveri e non contro le disuguaglianze, dove si chiudono gli occhi di fronte alla disperazione degli altri popoli e si trova normale usare l’esercito perché crepino di fame o per le guerre a casa loro, a venti giorni dalle elezioni il dibattito politico è sempre più surreale. Sarebbe interessante fare un’analisi semiologica degli slogan dei discorsi e dei tormentoni della campagna elettorale. Di cosa si parla e di come se ne parla e soprattutto di cosa non si parla. E anche della miseria dei giornali e telegiornali che anziché cercare di far tornare il discorso sui binari delle priorità è delle emergenze, o dei drammi quotidiani di tante persone, enfatizzano e rilanciano solo notizie ( se non pettegolezzi) a beneficio di questo o di quello. E soprattutto – praticamente tutti – per attaccare il M5S. Continua a leggere