Le 5 stelle che si sono spente (anche se ancora brillano nel cielo)

Ci sono stelle che ancora vediamo luccicare perchè sono lontane anni luce dalla Terra, anche se sono diventate buchi neri da un pezzo. Così accade a tanti partiti, che continuano ad affollare talk show e inaugurazioni, ma che sono già stati abbandonati da buona parte del loro elettorato. Così il MoVimento Cinque Stelle, che in poche settimane potrebbe aver dilapidato i suoi consensi, anche se ancora non si vede.
Con la mossa di fare il Governo con Salvini, è riuscito in un colpo solo a perdere i suoi elettori di sinistra e a regalare alla Lega quelli di destra.
E appena insediato, Salvini è diventato il protagonista assoluto di questa sciagurata stagione, con una terrificante escalation che fa leva  sulla parte peggiore di tanti sciagurati italiani. Mentre l’inesperto Di Maio, leader costruito in laboratorio dalla Casaleggio associati, appare ogni giorno più scolorito, anche perchè non può tenergli testa.
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Tomaso Montanari: il MoVimento firmando il contratto col diavolo si è venduto l’anima

Nel Paese della commedia dell’arte il governo Conte nasce come una farsa, una pochade.

Un governo che nasce mentre il presidente del consiglio incaricato viene nascosto in tutta fretta in un armadio del Quirinale, in tasca la lista dei ministri: mentre torna al talamo nuziale l’altro, il marito scacciato, e ora benevolmente riammesso.

Un governo del paradosso: con i due vicecapi che comandano il capo. Anzi: con un vicecapo che è il vero capo, e tiene gli altri due al guinzaglio.

Un governo il cui vicepresidente tre giorni fa ha annunciato in diretta la messa in stato d’accusa del Capo dello Stato che oggi lo ha nominato.

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Montanari: il M5S e la critica del potere

Il Movimento 5 Stelle e la critica del potere

(da Huffington Post 24 maggio 2018)

In un passo memorabile dell’Amleto, il principe chiede al suo Polonio di alloggiare i commedianti appena arrivati a corte. “Signore, li tratterò secondo il loro merito”, risponde quello. E Amleto, bonariamente rimproverandolo: “Meglio, amico, meglio. Se trattate ognuno secondo il proprio merito, chi si sottrarrà alle busse? Trattateli secondo il vostro onore e la vostra dignità.”

Ecco, mi piacerebbe che un Amleto fosse capace di dire oggi la stessa cosa ai vertici e agli attivisti del Movimento 5 stelle. È infatti un grave errore respingere con sdegno aggressivo ogni critica (anche quelle amichevoli o comunque fondate) invocando sempre un solo argomento: che il Pd ha fatto peggio. Come se il metro del giudizio e delle scelte fosse appunto da cercarsi nel merito degli “altri” e non nella propria dignità.

(da Il Manifesto 11 maggio 2018)

Il sociologo De Masi intervistato da Il manifesto parla della base sociale dell’elettorato M5S, che dalle analisi risulta per il 45% di sinistra ( 25 % di destra, il 30 % fluttuante). MI chiedo se questa percentuale abbia la stessa corrispondenza anche tra attivisti ed eletti. E personalmente spero che siano tanti gli attivisti e gli eletti che non accetterranno l’alleanza con il razzista e estremista Salvini (e con un partito La lega, che dopo gli esordi ha sempre retto il gioco – e il sacco – a Berlusconi). Se invece si adegueranno agli accordi dei vertici (non mi risulta che siano in corso consultazioni della base M5S), non sarà il giorno più nero della sinistra, ma di tutta l’Italia.

 

De Masi: «È il giorno più nero per la sinistra. Dal ’46 Italia mai così a destra»

La Lega si mangerà i 5 stelle. Serve un’opposizione militante, Pd ed ex la smettano di litigare. I soldi per le promesse non ci sono. Faranno scelte simboliche a costo zero: liberalizzazione delle armi, stretta su immigrati e richiedenti asilo. Cambieranno la nostra antropologia»

Carne da elezione

 In un paese che sta sprofondando nella povertà (ahimè non solo percepita), dove la corruzione è un sistema diffuso e consolidato, dove le disuguaglianze provocano guerre tra i poveri e non contro le disuguaglianze, dove si chiudono gli occhi di fronte alla disperazione degli altri popoli e si trova normale usare l’esercito perché crepino di fame o per le guerre a casa loro, a venti giorni dalle elezioni il dibattito politico è sempre più surreale. Sarebbe interessante fare un’analisi semiologica degli slogan dei discorsi e dei tormentoni della campagna elettorale. Di cosa si parla e di come se ne parla e soprattutto di cosa non si parla. E anche della miseria dei giornali e telegiornali che anziché cercare di far tornare il discorso sui binari delle priorità è delle emergenze, o dei drammi quotidiani di tante persone, enfatizzano e rilanciano solo notizie ( se non pettegolezzi) a beneficio di questo o di quello. E soprattutto – praticamente tutti – per attaccare il M5S. Continua a leggere

Diario: si dimette il capogabinetto M5S di Torino

28 ottobre 2017 Si può vedere in due modi. Bravi a mandare via un capo di gabinetto che ha fatto una telefonata che non doveva fare, soprattutto come esponente di un moVimento che ha chiesto il voto dei cittadini promettendo che i suoi “portavoce” non si sarebbero comportanti come i disprezzati politici navigati e spregiudicati. Ma è inquietante pensare alla disinvoltura con cui un capo di gabinetto targato M5S abbia alzato la cornetta per far risparmiare 90 euro di multa a un amico. Certo fosse stato un appartenente a qualsiasi altro partito sarebbe ancora al suo posto, all’insegna dell'”embè?” del centro destra o del “linciaggio mediatico” del centro sinistra. Ma questo non toglie nulla alla naturalezza incosciente, immune alla furbizia di chi da sempre si approfitta del potere ma assicurandosi minime coperture e complicità, che dimostra ancora una volta, che, alla fine, è facile inneggiare all’onestà quando non si è (ancora) esposti alla famosa occasione che potrebbe fare l’uomo ladro. Il vero rispetto delle regole e dell’interesse pubblico, il senso dell’onore, si dimostrano quando ci si scopre capaci di resistere alle tentazioni. Anche quando si presentano sotto forma di un amico che ti chiede di fargli levare una multa. http://torino.repubblica.it/cronaca/2017/10/28/news/il_capo_di_gabinetto_di_appendino_paolo_giordana_si_e_dimesso-179570879/

Gilioli: Sinistra, guarda te stessa

…Basterebbe cominciare, ad esempio, a guardare se stessi, anziché all’altro: a guardare cosa si è fatto e cosa si è detto, quando si timonava la nave del Pd, quali decisioni politiche sono state prese, quali alleanze si sono strette o inseguite, quali pezzi di società si sono abbandonati, quali modelli economici si sono implementati, quali rapporti si sono instaurati con la trama in cui si intrecciano tecnocrazia, poteri finanziari, ceto politico…

Dal blog dell’Espresso Piovono rane di Alessandro Gilioli, 23 marzo 2017

Ha ragione Bersani quando dice che una parte dell’ex popolo di sinistra vota Movimento 5 Stelle: e che è inutile, anzi controproducente, l’invettiva continua verso Grillo e Casaleggio; e che questa invettiva – sia quando è fondata sia quando è strumentale – non riporta indietro un voto, perché ben altri sono i motivi di quella transumanza e non c’è cazzata del M5S che ne diminuisca i consensi.

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