Diario: C’e’ qualcosa di peggiore della sconfitta, la sconfitta disonorevole

(a proposito delle elezioni siciliane) Bisogna sempre metterla in conto, la sconfitta, e accettarla come polo negativo ineludibile con cui dobbiamo confrontarci quando ci battiamo per il cambiamento. La possibilità della sconfitta è quello che ci spinge a impegnarci al massimo, a riflettere, a migliorare.
E quando si combatte per qualcosa in cui si crede profondamente, non si può avere paura della sconfitta. Se tante donne e tanti uomini si fossero battuti solo per cause vincenti, oggi non avremmo i diritti che ci hanno regalato. Non si sono fatti intimidire le donne e uomini che hanno rischiato la vita quando non c’era certezza di sconfiggere il fascismo. Non si sono tirati indietro le donne e gli uomini che si sono battuti e si battono contro le mafie.
Oggi un partito con una storia gloriosa ha mostrato all’Italia e al mondo di avere una paura della sconfitta tale da rinunciare a lottare in una terra di mafie e ingiustizia. E il suo leader ha dimostrato che le maldestre ragioni del marketing politico sono più importanti del dovere della dignità di un capo di partito. Come il capitano di una nave che affonda che pensa solo a procurarsi una scialuppa.
Ma la sconfitta di chi perde battendosi coraggiosamente, ha in sè i semi di una rinascita contagiosa.
La sconfitta di chi evita la battaglia, o cerca di salvare il salvabile venendo a patti con chi calpesta ogni giorno i suoi valori, è una sconfitta per sempre.
Perchè perde la propria identità e il proprio onore.
(Post scriptum: neanche il candidato premier M5S  sembra un cuor di leone, se ha trovato la prima – ridicola-  scusa per non affrontare l’annunciato confronto televisivo con il leader PD)
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1 maggio con le parole di Eddy

Muro di Berlino (foto ambm)

Il lavoro oggi, 1° maggio 2017 di Edoardo Salzano   (da Eddyburg)

Molte volte su questo sito,  abbiamo ricordato  la festa del lavoro con lo sguardo volto al passato. Oggi non ce la sentiamo più.

Nel ricordare il 1° maggio nel 2017 ci sentiamo fortemente spiazzati, e non riusciamo a sentire questa data come una festa che ricorda momenti drammatici ma forieri di lotte, di riscatto e di progresso. Basta guardarci intorno per comprende quanto il mondo è cambiato, e in peggio, proprio sul tema fondativo dell’umanità che è il lavoro.

Per noi, che abbiamo letto e meditato su testi di autori lontani nel tempo (ma vicini alla verità) il lavoro è un valore, una dimensione essenziale dell’uomo, maschio o femmina che sia. È lo strumento che consente all’uomo, collaborante con i sui simili vicini o lontani nel tempo e nello spazio, di conoscere l’universo (quello della materialità come quello dello spirito e dei sentimenti) e a governarlo.

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Confronto Smuraglia (ANPI) e Renzi: le ragioni del no e del si

smuraglia-video-dibattito-15-settembre-2016(guarda il video su  Radio Radicale)
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Registrazione video del dibattito dal titolo “Fest’Unità Bologna 2016 – Confronto tra le ragioni del SI e del NO al referendum costituzionale.” con Carlo Smuraglia (presidente nazionale dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) e Matteo Renzi (presidente del Consiglio dei Ministri e segretario nazionale, Partito Democratico), registrato a Bologna giovedì 15 settembre 2016 alle 21:30 nell’ambito della Festa Provinciale de l’Unità di Bologna dal titolo “Il senso delle idee” . Modera Gad Lerner (giornalista, scrittore, conduttore televisivo). 

Incontri #perunaPoliticatrasparentedemocratica: PARTITO DEMOCRATICO O FEUDALE?

locandina PD tagliataIl 1 dicembre alle ore 16.30 presso la Città dell’Altra Economia (largo Frisullo, Testaccio, vedi cartina in calce) il Laboratorio per la Politica trasparente e democratica incontra il Partito Democratico, con la partecipazione di Fabrizio Barca e Matteo Orfini (seguiranno incontri con tutti gli altri partiti)

Lo scopo non è quello di discutere  di programmi per Roma, né di avanzare proposte ai futuri candidati. La nostra è un’ “operazione trasparenza”,  per  far conoscere ai cittadini, al di là della propaganda elettorale che presto sommergerà ogni dibattito e ogni memoria, come funzionano davvero i vari partiti, soprattutto rispetto al confronto democratico che dovrebbe essere alla base della scelta dei candidati. E ai responsabili dei partiti non chiederemo  i soliti impegni del “dopo voto” – le strade dell’inferno sono lastricate di buoni programmi elettorali – ma di applicare, fin dal primo giorno  e per tutta la campagna elettorale, regole precise, in grado di garantire un vero rinnovamento della classe politica della Capitale.
Classe politica che, per i partiti  tradizionali,  ha dimostrato da tempo tutti i suoi limiti, culminati nel coinvolgimento di molti suoi esponenti nelle inchieste giudiziarie. Ma pensiamo che  anche   le nuove realtà che si sono affacciate da pochi anni  sulla scena romana debbano  offrire  ai cittadini elettori garanzie sui propri valori  e sulle modalità  con  cui intendono farsi espressione della propria base  e dei  territori. (> leggi tutto su Carteinregola.it)

La lettera di Piero

Tagliare con decisione tutti i tentacoli con il passato non è solo un obbligo morale ma soprattutto un atto necessario per recuperare fiducia e credibilità nella base…”La lettera di Piero Filotico al commissario Matteo Orfini, mandato dal segretario Renzi a occuparsi della “palude PD romano”, restituisce la speranza che un partito possa ripartire, non dai vertici, ma dalla base…

(dal Blog  un filo rosso, 7 dicembre 2014)

Lettera aperta (e un po’ provocatoria) a Matteo Orfini

Caro Matteo,

anche se non ci conosciamo, sento il dovere di avvertirti che nel caso prendessi l’insana decisione di proseguire nella lettura di questa mia lo farai a tuo rischio e pericolo, perché non ho nessuna intenzione di essere diplomatico e conciliante. E, tanto per farti capire di che pasta sono, mi piace definirmi un vecchio cane sciolto e per mentalità e personalità assai poco incline a legami, salvo che ai miei ideali e ai miei principi.

orfini-matteo
Questa lettera si divide in due parti: cosa non mi convince dell’incarico che ti è stato affidato e di cosa puoi fare per il Pd Roma. Non sono in contraddizione tra loro: se avrai pazienza vedrai perché.
Il disastro della Federazione di Roma del Pd non è un fatto di ieri e dubito che non ne fossi al corrente: tuttavia non mi risulta che tu, esponente romano di spicco, abbia mai fatto nulla per intervenire o suggerire rimedi e pertanto dovrei avere qualche dubbio sul fatto che oggi sia in grado di rimetterlo sui binari. Perdipiù, arrivi come un proconsole dotato di tutti i poteri e lo dimostri subito azzerando Direzione e Assemblea, non rispettando così lo Statuto. Cito un amico autorevole e stimato: “cominciare un’avventura così delicata e importante per il futuro del partito romano infrangendo le regole che ci governano è il modo peggiore è il più dannoso. Si perde credibilità sin dal primo giorno, e si fa un altro passo verso il baratro”.

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