APPELLO: Gramsci non può essere un hotel a cinque stelle

GRAMSCI 4Appello contro il progetto di chiamare “Grand Hotel Antonio Gramsci” l’albergo che sorgerà  in Piazza Carlina a Torino, nel palazzo dove Gramsci visse nel periodo in cui  fondò il Partito Comunista, prima  di venire incarcerato per un decennio  dal regime fascista e morire a soli 46 anni.

Al Sindaco di Torino Piero Fassino

Non possiamo impedire che il cambiamento trasformi in albergo un  luogo dove si dovrebbe coltivare la memoria collettiva.

Ma possiamo ancora ribellarci  quando un nome, Antonio Gramsci, che per noi è radici, dolore, gratitudine, viene gettato nella banalità del marketing  e condannato  a perdere ogni  significato, come il Napoleone del Cognac.

Non sopporteremo che i suoi occhi intensi  da ragazzo e la sua capigliatura generosa diventino i tratti stilizzati di un logo da dépliant.

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Ma Gramsci non può essere un hotel a cinque stelle

gramsci

AGGIORNAMENTO 28 NOVEMBRE 2014,  UNA VITTORIA:  è stato inaugurato  l’hôtel, ma  non ha preso il nome di Gramsci, bensì  NH Collection Torino Piazza Carlina. 

7 aprile 2014 Un articolo di  Repubblica di ieri  6 aprile (1) annuncia che nel palazzo di Piazza Carlina, dove Gramsci visse due anni  nel periodo in cui fondò il Partito Comunista, si stanno terminando i lavori di un albergo di lusso, vista Mole Antonelliana. E’ sempre motivo di dolore quando un luogo che custodisce un pezzo del nostro passato diventa il contenitore di qualche altra cosa banale, anzichè spazio dove coltivare la memoria collettiva. Ma questa volta il dolore è atroce, perchè la banalizzazione investe direttamente uno dei nostri padri, un uomo che ha scritto pagine che ci parlano ancora oggi, un martire che ha pagato con la vita la libertà delle sue idee. In un tempo dove accettiamo che la  parola “valorizzazione” da “dare valore” diventi  ” ricavare guadagno”,  non so quanti ancora sapranno indignarsi per la possibilità che “Antonio Gramsci” diventi il nome di un Hotel a cinquestelle, ormai troviamo normale qualunque cosa. E mi sembra assai misero il ragionamento di chi regala il suo volto e il suo nome – l’immagine  che ci resta di chi non c’è più – per averne in cambio uno spazio dove “organizzare delle piccole riunioni” e  “una biblioteca con tutte le opere del filosofo”, di chi considera  “una possibilità importante quella  data dall’hotel”  “che mira a salvaguardare la memoria di Gramsci”.

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